…a toys Orchestra a Sexto ‘Nplugged il 05.07.24

Originari di Agropoli ma residenti a Bologna, …a toys Orchestra, tra alt-pop, rock e indie, sono i protagonisti della serata di venerdì a Sexto ‘Nplugged. Dalle 21, a ingresso gratuito in Piazza Castello a Sesto al Reghena, si esibirà anche la cantautrice di Milano Marta Del Grandi con il suo secondo album acclamato da pubblico e critica, “Selva”. …a toys Orchestra, in pista dal 1998, visti anche in tv (band del “Volo in diretta” su Rai3) presentano il nuovo lavoro “Midnight Again”. «Il Friuli – racconta Enzo Moretto (voce, chitarra, tastiere) – lo conosco soprattutto per le sue montagne, che amo. Ho fatto un giro al crocevia tra Austria, Slovenia, Friuli, il Monte Tricorno… Una delle mie migliori amiche è friulana, e conosco bene la cucina, il frico e simili. E poi ho suonato in teatro a Udine nel periodo in cui accompagnavo Nada». 

Cosa propone la vostra “orchestra giocattolo” a Sexto?

«La formazione è cambiata di due quinti, con l’entrata della polistrumentista Mariagiulia Degli Amori e Alessandro Baris alla batteria. Abbiamo spinto l’acceleratore sulla parte del divertimento, per rendere questo live ancora più imprevedibile e dinamico. E come sempre ciascuno di noi non ha una postazione fissa sul palco».

Il vostro nuovo album “Midnight Again” fa parte di una trilogia (con “Midnight Talks” e “Midnight Revolution”). Cosa vi affascina della mezzanotte?

«L’ho sempre intesa come una sorta di limbo temporale, dove sei sospeso tra ieri, oggi e domani. È di nuovo mezzanotte: con il disco ci stavamo riallacciando al nostro passato, proiettandoci dal presente al futuro».  

Avete coinvolto un coro gospel. Com’è andata?

«Avevamo noleggiato una sala prove in condivisione con una comunità afro-italiana che la domenica teneva le sue messe. Noi attendevamo che finissero e abbiamo sentito i loro cori. Non ho resistito: ho parlato col pastore e le ragazze hanno partecipato a otto canzoni del disco, due erano sue figlie e mi ha detto: “mi devi promettere che non fai cantare loro parolacce o bestemmie!”».  

I suoi testi sono malinconici, ma c’è uno spiraglio di luce e anche di ironia vero?

«Nel mio modo di scrivere cerco sempre di mettere un elemento sdrammatizzante. “Midnight Again” nasce da un periodo difficile della mia vita, i testi non sono leggeri ma non manca mai una scintilla».  

Tra i temi c’è anche quello della solitudine?

«Non per fare il “boomer”, ma oggi con i social siamo molto più soli, sempre più concentrati sul nostro io, con le teste chine sul telefono a vivere una vita ossessionata dai numeri dei like e delle visualizzazioni. Si riempiono i discorsi di parole come sold out e follower. Questo ci fa essere più slegati, con meno senso della collettività».

Bob Dylan e Jack White hanno vietato l’utilizzo degli smartphone ai loro concerti. Che ne pensa?

«Non mi piace l’idea del divieto, trovo sia una forma di abuso. Ognuno deve essere libero di fare quello che vuole nel rispetto del suo prossimo. A me non dà fastidio che qualcuno faccia un video al mio concerto. Basta che non disturbi il suo vicino in platea».   

Avete superato i 25 anni di attività. Cosa vi aspetta nei prossimi 25?

«Difficile immaginarlo. Magari non attenderemo sei anni tra un disco e l’altro». 

Elisa Russo, Il Piccolo e Messaggero Veneto 2024 

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