ALESSANDRO GREGO Premio “Arboretum”

«Non me lo aspettavo e ringrazio tutti quelli a cui è piaciuta la mia musica. Questa è la mia seconda volta in Polonia, dove mi sento a mio agio, specialmente a Radom. Sento che questo paese è vicino alla mia anima»: il compositore triestino Alessandro Grego ha commentato con queste parole la sua vittoria al Concorso Internazionale di Composizione “Arboretum” Krzysztof Penderecki. Con un concerto per violino e orchestra d’archi “El mar de l’eterno”, il cui titolo è ispirato a una poesia omonima di Biagio Marin (dedicato anche alla memoria di Edda Serra, profonda studiosa del poeta), ha avuto la meglio su partiture provenienti da ogni parte del mondo e sui finalisti statunitense, tedesco, danese, spagnolo e polacco. Unico italiano in gara, Grego ha ricevuto inoltre un premio speciale voluto da Elzbieta Penderecka, vedova del compositore Krzysztof Penderecki che nel 2012 fondò il concorso, e ne fu direttore. Dopo la sua morte, nel 2020, il governo locale di Radom ha deciso di continuare la sua idea di promuovere i giovani compositori e stimolare la comunità musicale. Il nome “Arboretum” si riferisce alla sua passione per alberi e cespugli: piantò diverse centinaia di specie in un arboreto vicino al suo maniero a Lusławice. Per questa edizione ben 94 partiture sono state inviate da tutto il mondo. All’inizio di ottobre, la giuria composta dalla presidente Joanna Wnuk-Nazarowa, Paul Paterson, Piotr Moss e Maciej Zóltowski, ha selezionato sei composizioni finaliste e dopo il concerto tenutosi a dicembre ha decretato la vittoria di Alessandro Grego. Compositore, sound designer e musicologo, nato a Trieste nel 1969, ha studiato composizione con Giorgio Gaslini, musica elettronica con Curtis Roads, musicologia alla Scuola di Paleografia e Filologia Musicale di Cremona e Musica per Film al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. La sua opera elettronica “L’Aura – The storm” è stata scelta per la preservazione dalla Biblioteca Nazionale di Francia tra le migliaia prodotte nel mondo dal secolo scorso. È stato ospite di diversi centri internazionali di ricerca sulla musica elettroacustica, collaborando per un lungo periodo con il flautista Roberto Fabbriciani nella ricerca di nuove sonorità del flauto. “Heliossea”, sua opera intermediale nata in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Astrofisica e presentata da Margherita Hack, ha inaugurato nel 2003 a Trieste l’appuntamento annuale di concerti all’alba ed è stata riproposta a settembre nel parco del Castello di Miramare. 

Elisa Russo, Il Piccolo 07 Gennaio 2024 

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