ANIMAUX FORMIDABLES AL MIELA 29.03.24

Se il talent tv inizialmente era propenso a forgiare cantanti ancora in cerca di una loro strada, negli ultimi anni si è cominciato a includere anche band con identità e intenti già ben definiti. Su questo filone si collocano gli Animaux Formidables, approdati all’ultima edizione di X Factor, nella squadra di Morgan: hanno fatto la loro figura ma sono stati eliminati alla prima serata live. Poco male, perché da allora di concerti fuori, nel mondo vero, ne hanno fatti parecchi. Il tour fa ora tappa al Teatro Miela venerdì alle 21.30. Ad aprire la serata al duo garage-fuzz piemontese, la band triestina Beat on Rotten Woods. Il volto è celato dietro una maschera in lattice da gatto, di Mr. e Mrs. Formidables (chitarra e voce lui, percussioni lei) si legge in rete che vengono da Torino, hanno 44 e 35 anni, fanno coppia anche nella vita.

Confermate o smentite questi dettagli biografici?

«Non confermiamo l’età! Il mistero è parte integrante del progetto. Però sì: facciamo base a Torino e siamo marito e moglie».

Arrivate in una regione famosa per le band mascherate (Tre Allegri Ragazzi Morti, Sick Tamburo). Avete già suonato in zona?

«No, sarà la prima volta in assoluto a Trieste e in Friuli-Venezia Giulia, ci siamo passati solo per vacanza».

Per voi come è nata la scelta della maschera?

«Ci piaceva l’idea di calarci in dei personaggi teatrali che si discostassero un po’ dalle persone che siamo nella vita di tutti i giorni. La scelta è caduta sui gatti, visto che ne abbiamo due e ne siamo felici (ora si è aggiunto anche un cane). Ma è venuta prima la musica, non avevamo ancora il nome quando abbiamo registrato alcuni pezzi da Marco Fasolo».

… dei Jennifer Gentle, che poi ha lavorato anche al vostro album “We Are All Animals” (Go Down Records). Siamo tutti animali?

«Siamo in generale molto attratti dagli animali, dalla loro libertà e istinto che noi umani abbiamo un po’ perso».   

Oltre all’album cosa c’è in scaletta?

«Abbiamo già dei pezzi nuovi e un paio di cover a modo nostro». 

Il live è la vostra dimensione?

«È quella che ci rappresenta di più. L’anno scorso abbiamo fatto un’ottantina di date. Ora ne abbiamo in programma trenta ma il calendario non vede sosta, in estate saremo anche all’estero».  

La decisione di partecipare a X Factor?

«Ci siamo chiesti se fosse una mossa giusta per il genere che proponiamo (garage al limite del post punk). La spinta è stata proprio quella di farlo conoscere anche a chi non andrebbe alla ricerca di quel che arde nel sottobosco». 

I concorrenti a volte sottolineano come ciò che vediamo in puntata non sempre rispecchi quanto realmente accaduto. Voi ne avete patito?

«Sono dinamiche televisive, alcune cose andate in onda magari non ci rappresentano. Ma quando si accetta il compromesso di partecipare a un talent in cui c’è una componente di reality sai che ci sono delle narrazioni portate avanti dai montaggi, sulle quali non puoi metter mano. È un rischio che si corre, ma è controbilanciato da tanti altri benefit. Nel complesso è una parentesi che ci è servita, abbiamo imparato cose nuove e con questo bagaglio abbiamo ripreso il percorso che avevamo già avviato. Gli obiettivi e la determinazione sono gli stessi, anzi ancora di più».  

Elisa Russo, Il Piccolo 29 Marzo 2024 

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