Balkanska Noč Kulturni Dom di Prosecco 13.04.24

“Balkanska Noč”, ovvero una serata completamente dedicata alla musica balkan, sabato dalle 19 alla Casa delle Culture/ Kulturni Dom di Prosecco, con tre grandi rappresentanti locali del genere: Kraški Ovčarji, Maxmaber Orkestar, Ovce e le selezioni musicali a tema del triestino dj Stoner. «In questi anni con l’associazione Never In – spiega Nevio Trento, uno degli organizzatori – abbiamo cercato di dare spazio a vari generi musicali, consolidando un buon pubblico e offrendo varie proposte che vanno dallo stoner al dark fino al punk. Ora è la volta del balkan, approfittando dei festeggiamenti per i trent’anni di attività dei Kraški Ovčarji. Siamo sicuri che la proposta sarà ben accolta». I Kraški Ovčarji (Pastori del Carso), sono una band strepitosa che agli esordi suonava solo hard rock sofisticato, ma poi i ritmi balcanici hanno avuto la meglio. Sono in pista precisamente dall’aprile del 1994 e quindi compiono ora trent’anni di carriera. Anni che contano centinaia di concerti in Italia, Slovenia, Croazia, Austria, fino in Argentina e Uruguay, sempre all’insegna dei festosi suoni balcanici. «In Slovenia suoniamo tantissimo, abbiamo un grosso seguito. La nostra proposta è particolare, questo fa sì che siamo sempre richiesti per i live, senza che andiamo a proporci. Attualmente – racconta Aljoša Saksida, uno dei fondatori del gruppo – stiamo anche lavorando a un nuovo cd che speriamo di far uscire presto, dedicato ai poeti sloveni tra cui Kosovel, Gregorčič e Gruden. Sabato daremo un assaggio di alcuni di questi inediti. Poi i classici del nostro repertorio e un paio di cover». Sul palco con Saksida, voce e chitarra, Matej Gruden tastiere, fisarmonica, Martina Feri voce, Iztok Cergol violino, Igor Peric clarinetto e sax, Martin Rebecchi tromba, Martin Andolšek basso e eufonio, Mitja Košuta batteria. 

Se i Kraški spengono 30 candeline, su 20 possono soffiare i Maxmaber Orkestar. Nella loro proposta, voci, fisarmonica, sax, violino, chitarra, percussioni e contrabbasso conducono in un viaggio attraverso la tradizione popolare dell’Europa orientale e del Mediterraneo, tra klezmer, vecchie canzoni italiane e jugoslave, valzer e mazurke, sevdalinke bosniache e danze dalla Serbia e dalla Macedonia che si intrecciano in un sound allegro e malinconico allo stesso tempo. Aprono le danze gli Ovce, tra cantautorato sloveno e canzoni di liberazione. 

Elisa Russo, Il Piccolo 13 Aprile 2024 

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