BOB LOG III AL MIELA 15.06.24

«Sono un chitarrista dallo stile fingerpicking, le mie canzoni sono divertimento puro. Mi piace il blues, rock, country, jazz, rap, la classica, l’indiana-americana, qualsiasi cosa che non sia roba noiosa per adulti. A 11 anni ho capito che avrei voluto suonare per sempre. La chitarra era già la mia vita ma ancora non sapevo che mi avrebbero pagato per fare questo»: l’eccentrico Bob Log III sabato torna per la quarta volta al Teatro Miela. La serata, ultimo appuntamento della stagione Miela Music Live, comincia alle 21.30 con una doppia apertura: da Udine il progetto solista I’m in e il duo rock blues triestino Beat On Rotten Woods. Bizzarria e talento sono un mix esplosivo che fa dell’americano Bob Log III una one-man band tra le più richieste del pianeta con una media di 150 esibizioni l’anno. Sul palco indossa una tuta glam e un casco con una cornetta telefonica incastonata nella visiera, che nasconde il volto e fa da microfono attraverso cui comunica con il pubblico e canta. Seduto su uno sgabello, una chitarra acustica elettrificata appesa al collo, con i piedi aziona i pedali di alcuni pezzi di batteria e altre strane percussioni. Suona la chitarra come un demone, quasi sempre con la tecnica blues dello slide o con il fingerpicking. La sua è una combinazione incendiaria di blues ancestrale, boogie-rock suonato alla velocità della luce e garage-blues martellante. In America è una leggenda vivente: elogiato da Tom Waits e punto focale di un piccolo culto che vede protagonista l’etichetta Fat Possum. «Amo suonare la mia chitarra – dice il misterioso artista originario di Tucson, Arizona – e trasformare il concerto in una festa, resa ancora più maestosa da quello che ci aggiungo attorno. Ogni volta è diverso, dipende molto anche da quello che succede tra il pubblico, dalle loro reazioni. Non puoi mai prevedere cosa combineranno le persone felici e danzanti. Sabato sarà una celebrazione della chitarra tutta da ballare, con coppe di champagne e brindisi». Tra i numeri immancabili: l’arrivo sul palco di un gommone, che viene trasportato tra il pubblico mentre Bob, sdraiato, ci suona dentro. Questo l’invito del Miela al pubblico: «Venite pure in costume, da mare o di carnevale, non ci sono regole e le persone potranno essere coinvolte in qualsiasi momento in questo pazzo “blues punk guitar dance party” dall’altissimo tasso di sudorazione».

Elisa Russo, Il Piccolo 15 Giugno 2024 

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