CANTO LIBERO POLITEAMA ROSSETTI 27.12.23

«Suonare in casa è da un lato più difficile, ma dall’altro magico. Hai tutti gli amici e i tuoi concittadini davanti, l’emozione è forte. A Trieste vogliamo sempre dare ancora di più»: il cantante Fabio “Red” Rosso esprime sincero entusiasmo nel riportare in città Canto Libero, l’omaggio a Battisti e Mogol, che da ormai nove anni sta spopolando in tutta Italia: mercoledì alle 21 sarà la loro terza volta al Politeama Rossetti. «Il Rossetti – continua “Red” – è senza dubbio uno dei più bei teatri italiani, stupendo anche a livello di acustica. Abbiamo preparato una scaletta speciale, in modo da inserire delle chicche che il pubblico triestino non ha mai sentito». 

Con la produzione della Good Vibrations Entertainment, Canto Libero nasce nel 2015 da un’idea di Rosso la cui voce viene accompagnata da un ensemble di musicisti triestini già noti per altri progetti: Giovanni Vianelli al pianoforte e direzione musicale, alle chitarre Emanuele Grafitti (40 Fingers) e Luigi Di Campo, Alessandro Sala (Rhapsody Of Fire) al basso e alla programmazione computer, la batteria di Jimmy Bolco, le percussioni e la batteria di Marco Vattovani, Luca Piccolo alle tastiere, i cori di Joy Jenkins e Michela Grilli, i video di Francesco Termini e Giulio Ladini, gli ingegneri del suono, prima Ricky Carioti (fonico di Elisa e Gianna Nannini) e poi Jan Baruca. Da subito la band calca palchi importanti, con la benedizione di Mogol (che è stato anche ospite in alcune date). Il tour attuale tocca teatri davvero prestigiosi: una doppia data all’Olimpico a Roma, il Colosseo di Torino, Tuscany Hall a Firenze (dove De André aveva registrato il disco con la Pfm) e la chiusura sarà ad aprile al Geox di Padova. Per la data al Rossetti, come spesso accade in questa tournée, si è a un passo dal sold-out. «Ormai siamo una tribù – prosegue il cantante –, abbiamo cinque musicisti che sostituiscono i “titolari” in giro per l’Italia quando hanno impegni concomitanti. A Trieste ci saranno tutti quanti, oltre a Livio Bolco alla fisarmonica su “La luce dell’Est”, ma non dico di più: non mancheranno sorprese». Il segreto di questo grande successo? «Mi stupisco io stesso del fatto che abbiamo sempre più entusiasmo, pur facendolo da nove anni, con 180 concerti in tutta Italia. Siamo come i bambini sulla giostra al luna park». Ci sono in circolazione tanti tributi alle canzoni di Lucio Battisti, ma il progetto made in Trieste raccoglie spesso più di altri. «La nostra forza è avere musicisti che sono straordinari professionisti. È tutto molto vero, fatto con il cuore e cerchiamo di curare i dettagli alla perfezione, senza sbavature. Non badiamo alle attuali esigenze del mercato, perché siamo in dieci e non usiamo basi o simili, una follia laddove il mondo cerca di limitare i costi, suonando in pochi e usando basi, sequencer, auto-tune. Viva la musica vera, viva Lucio Battisti». Dal 5 gennaio Canto Libero sarà alla Casa della Musica/ Urban Studio a registrare il terzo disco con Fulvio Zafret. Un sogno? «Il prossimo anno – conclude il frontman di Canto Libero – sarà il nostro decennale, dopo tre volte al Rossetti, tre a San Giusto, Bobbio, Piazza Verdi… ci piacerebbe suonare in Piazza Unità. Ci mancherebbe proprio». 

Elisa Russo, Il Piccolo 24 Dicembre 2023 

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