CAVANA LIVE A TRIESTE L’11.01.23

“Black Carnival”, il loro primo singolo pubblicato da poco, fa capire che i Cavana sono una formazione giovane ma pronta per spiccare il volo. Un’occasione per vederli dal vivo è mercoledì alle 21.30 al Caffè dei Libri in Via San Lazzaro 17, mentre alle 20.30 apriranno la serata i Thanks, Welcome Aboard! attiva band locale che si è fatta notare anche al Miela Music Contest. 

«Abbiamo scelto il nostro nome – racconta il chitarrista dei Cavana – soprattutto per il suono, ricco di “a”, anche all’estero potrebbe piacere». Nessun riferimento diretto, dunque, alla “movida” triestina: «Ma senza dubbio frequentiamo la zona, come tutti i giovani, siamo sempre alla ricerca di luoghi in cui divertirci e possibilmente dove suonare (complicato di questi tempi)». Coincidenza curiosa: tutti i musicisti della band triestina condividono lo stesso nome di battesimo, rendendo indispensabili i soprannomi. Lorenzo Bonin, chitarrista classe ’98, è detto “Lollo”, Lorenzo Bernardini, bassista classe ’98, “Abo” e Lorenzo Avanzini, batterista del 2002, “Racchetta”. La più giovane è la cantante, Giorgia Fumarola nata nel 2004: colpisce la sua voce potente e la presenza carismatica. Vengono da esperienze musicali precedenti e dalla fine del 2020 portano avanti il progetto Cavana, con un repertorio proprio in costruzione, in giro live dall’estate 2021. Le prossime mosse saranno l’uscita del secondo singolo “Paradise Lost” a febbraio e un ep a primavera, con la collaborazione ufficiosa della Mold Records, e due assi del settore in sala di registrazione: Igor Ambrosino e Marco Parlante. «Abbiamo sempre cercato di proporre un rock alternativo – prosegue Bonin – con una forte componente melodica e con dei riff pop, non ci fossilizziamo su un genere, l’importante è fare musica che ci piaccia. Le nostre radici vengono dal rock, io e il bassista suoniamo assieme già da prima e abbiamo dei gusti molto simili, ci piace mischiare vari generi e ritmi, dei maestri in questo sono i System of a Down che sono apparentemente molto diversi da noi, ma ci ritroviamo nel loro approccio alla scrittura, molto viscerale, senza schemi. E Giorgia sicuramente guarda alla Elisa degli inizi, con i primi album in inglese».

Elisa Russo, Il Piccolo 11 Gennaio 2023 

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