«Ognuno di noi affronta delle sfide interiori che gli altri non conoscono e spesso il dolore, la frustrazione che ci si porta dentro, possono far male a chi amiamo. “Panico” è una canzone di riconciliazione. Dopo la rabbia, torniamo ad essere, ognuno per l’altro, la spalla su cui piangere». Esce per Double Trouble Club/ Island Records (Universal Music Italia) “Panico”, nuovo singolo della cantautrice friulana ceneri. Irene Ciol, in arte ceneri (ovvero Irene C. letto al contrario), classe 2000, è nata e cresciuta a Casarsa della Delizia in una famiglia di noti fotografi (il nonno Elio, che frequentò e fotografò anche Pasolini, e il papà Stefano), laureata a Padova in grafica e design, la musica la porta a trasferirsi a Milano dove risiede la sua squadra di lavoro. Dopo “Nello spazio che resta”, “Nelle teste degli altri”, “Forma Liquida” che hanno raccolto milioni di streaming, a dicembre ha pubblicato “Come ortiche nel cemento”, un concept in parte evocato dal trasferimento dalla sua città natale. “Panico” segna ora un nuovo corso, una canzone delicata e introspettiva, dove il sound morbido e la voce eterea che contraddistingue ceneri, creano un contrasto rispetto al titolo e alle parole del testo. Un brano che racconta come alcune ferite possano causare una frattura ma «al tempo stesso come, su quelle ferite, spesso finisca per prevalere un sentimento più profondo».

«Sfogati su di me se ti fa stare meglio/ da tutta quella paura bloccata nel petto» canta l’artista friulana. «Perché ci sono persone a cui non possiamo smettere di voler bene, anche quando ci fanno soffrire». Si rinnova qui la collaborazione con Rocco Giovannoni (già produttore e compositore degli ultimi lavori), e anche stavolta Ciol mette particolarmente in primo piano, accanto alla musica, l’immaginario visivo che ad essa si lega. Un approccio che da sempre è parte integrante del suo progetto, come una naturale destinazione delle passioni per la pittura e per la fotografia che la accompagnano sin da bambina. Ha scelto quindi per l’artwork, con la direzione artistica di Nettare/Piùstella, un’immagine che la vede racchiusa in un melograno: «Sospesa nel tempo ma nello stesso tempo essenziale nella sua semplicità, la foto richiama la dolcezza della musica e la fragilità della sua dimensione acustica, come un frutto delicato che ha bisogno di cautela per essere custodito».

Elisa Russo, Messaggero Veneto 07 Maggio 2026 

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