COSMO A SEXTO ‘NPLUGGED IL 03.07.24

«Il pubblico del Friuli Venezia Giulia è davvero speciale, l’atmosfera magica. Ho suonato diverse volte in queste zone, sempre in location pazzesche, ricordo l’Arena Alpe Adria nel 2022». Spetta a Cosmo l’apertura della 19esima edizione di Sexto ‘Nplugged, alle 21 in Piazza Castello a Sesto al Reghena. Al secolo Marco Jacopo Bianchi, da Ivrea, ha il merito di aver coniugato il pop raffinato alla musica elettronica, risultando moderno e ballabile, caratteristiche che lo rendono particolarmente apprezzato dal vivo. 

Cosmo, cosa propone a Sexto?

«Sarò sul palco con i miei compagni di viaggio, Pan Dan, Not Waving, Dieci e Bitch Volley, molto più che una band. Cercheremo di creare un’atmosfera unica, un “qui ed ora” collettivo e liberatorio, mi piace dire, dove la musica vince su tutto e dà vita a speciali connessioni. Può succedere di tutto: si balla, si ride, ci si emoziona. Rispetto al live nei club ci saranno delle variazioni in scaletta ma sarà sempre un mix di brani del nuovo disco e dei precedenti. In questo tour abbiamo rotto un po’ di argini e sul mio corpo, a livello di styling e costumi, sto giocando più del passato». 

Il nuovo “Sulle Ali del Cavallo Bianco” come si colloca nella sua produzione?

«Scrivendo questo disco ho sentito di avere una maggiore consapevolezza, di voler esplorare una sfera più intimista rispetto ai precedenti progetti. Avevo voglia di stupire e offrire nuove immagini al mio pubblico, creando energie inedite, sperimentando. Ho lavorato con Alessio Natalizia, in arte Not Waving, e insieme abbiamo cercato di fare pop come non lo aveva mai fatto nessuno restando però diretti ed empatici. Volevamo che questo album fosse un vero e proprio viaggio tra mondi diversi, un’esperienza che ti porta fuori da te in una zona di caos emotivo». 

Su di lei è uscito un documentario di Jacopo Farina che s’intitola “Antipop”. Di cosa si tratta?

«Quando mi è stato proposto ho subito chiarito che non sarebbe stato un docufilm celebrativo, pieno di luccichii, ma un mezzo ulteriore per raccontare la mia storia. Si legge un messaggio collettivo, diverso, il racconto di chi mi sta vicino».

In alcuni suoi concerti ha inibito l’utilizzo degli smartphone. Com’è andata?

«Non usarli permette di vivere un’esperienza di connessione profonda, senza filtri e senza schermi, tutt’altra cosa. Nei club è stata una vera e propria rivelazione e il riscontro delle persone è stato davvero positivo. Nelle date estive, essendo spesso in contesti di festival dove è prevista prima o dopo l’esibizione di altri artisti, non è possibile mettere in pratica l’esperimento ma invito comunque ogni volta il pubblico a tenere i telefoni in tasca».

Ha preso posizione sul palco del primo maggio a Roma e in altre occasioni. Esporsi costa?

«Abbiamo un governo che lotta per togliere diritti alle minoranze, che manda le navi delle ong ad attraccare a centinaia di chilometri di distanza dal porto più vicino, ci sono crociate quotidiane contro i poveri. Poi guardi fuori e vedi cosa succede nella Striscia di Gaza. Solo un pazzo può giustificare quello che sta facendo Israele ma in pochi hanno il coraggio di esporsi. In questo contesto generale esporsi è un dovere, non farlo è essere corresponsabili».

Elisa Russo, Messaggero Veneto e Il Piccolo 03 Luglio 2024 

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