DAGGER MOTH ALLA CASA DELLA MUSICA IL 24.11.23

A Dagger Moth il compito di inaugurare “Non solo jazz – itinerari tra rock ed elettronica”, un nuovo filone introdotto all’interno della rassegna del Circolo del Jazz Thelonious, venerdì alle 20.15 all’Auditorium della Casa della Musica in Via dei Capitelli 3. Avviato nell’estate del 2012, Dagger Moth è il progetto solitario della ferrarese Sara Ardizzoni che si definisce «trasversale chitarrista (per scelta) e cantante (per caso)». Una specie di one-woman-band, con chitarra elettrica, voce ed elettronica, che miscela loop, noise e melodia in bilico fra caos e struttura. Tre album editi sino a oggi, il secondo vede la presenza di Marc Ribot «mi ha inorgoglita averlo, lo ritengo il mio chitarrista di riferimento fin da ragazzina: è stato realizzato uno dei sogni della mia vita». Tra le collaborazioni anche quella con Mats Gustafsson, Joe Lally (Fugazi), Philippe Petit, Deb Googe (My Bloody Valentine). Oltre al suo progetto solista Sara è attualmente chitarrista con i Massimo Volume e con Cesare Basile & Caminanti: «Con entrambi mi sono esibita al Teatro Miela, mentre come Dagger Moth suonai diversi anni fa al Tetris. Torno da sola, anzi con il mio fonico, che mi segue in tour».

«Sul palco governo un computer dal quale mando i campionamenti di elettronica, creo dei loop live sia di chitarra che di voce, gestisco un po’ di effettistica. Difficile identificarmi con un genere, è un mix di psichedelia, elettronica, rock. I brani sono anche cantati ma hanno delle corpose parti strumentali in cui mi piace perdermi». La scaletta pesca soprattutto dall’album pubblicato l’anno scorso “The sun is a violent place”, mixato da Victor Van Vugt (Nick Cave, PJ Harvey, Beth Orton…): «Il titolo deriva dalla mia fascinazione per le materie astronomiche e astrofisiche. È nato nel periodo della pandemia, quindi i livelli di emotività erano alle stelle. Il sole mi sembrava inarrivabile quando non si poteva uscire, stare all’aria aperta. La nostra quotidianità, che davamo per scontata, è diventata oscura e violenta, così anche il sole: c’è violenza nelle dinamiche che lo mantengono in funzione». Dagger Moth è un progetto all’insegna del “do it yourself”, tutto è autogestito, dalla produzione alla promozione: «Una scelta dura, ma l’unica possibile. Da sola posso agire in maniera più mirata, ci vuole metodo e fatica ma quello che raccolgo è frutto delle mie forze».  

Elisa Russo, Il Piccolo 24 Novembre 2023      

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