DAVIDE TOFFOLO “BESTIARIO” AL CAPITOL L’11.05.23

«Disegnare gli animali è per me il modo di riconoscermi nella natura e nella sua bellezza, per liberarmi dalla solitudine dell’umano. Disegnare animali mi fa stare in pace. Faccio fumetti e sono una rock star italiana. Ma avrei voluto diventare un naturalista. Un etologo, per essere precisi» scrive Davide Toffolo nel suo nuovo “Bestiario” (Feltrinelli Comics, pagg 128, euro 22) che presenta giovedì alle 21 al Capitol di Pordenone. 

«Da un po’ di anni – prosegue l’artista pordenonese frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti – presento i libri con spettacoli in cui c’è anche la musica, questa volta è soprattutto quella del nostro disco ecologista “Primitivi del futuro” in versione dub. Cercherò di portare il pubblico dentro a una grotta del neolitico, dove è nata la pittura».

Che altro succederà al Capitol?

«Senza svelare troppo, lo spettacolo è diviso in tre parti. Una è dedicata al rito e a un animale totem che cambia a seconda delle città, a Teramo è stato l’orso bruno, a Roma il cinghiale, a Pordenone potrebbe essere il ramarro o il passero. La seconda parte è interattiva, coinvolge i presenti. Alla fine una sorpresa, recupero del materiale televisivo anni ’50 per far vedere com’è cambiata la sensibilità verso gli animali nella nostra società». 

Cosa racchiude il “Bestiario”?

«60 animali (selvatici, domestici, immaginari) e piccoli racconti, poesie con una lingua parascientifica, emotiva, non tecnica. È un viaggio sentimentale, una raccolta di disegni con tecniche diverse fatti in un arco di tempo molto lungo. Qualcuno pensa che la mia passione principale sia la musica, e invece è la storia naturale». 

Lo dedica a “tutti gli animali che da bambino ho torturato”. In che senso?

«Ho avuto un rapporto diretto con gli animali, ero un bambino che andava a caccia di rane. La mia specialità era portare in casa animali selvatici, che dovrebbero restare in natura, per questo dico “torturati” e me ne pento». 

Come dovremmo rapportarci al regno animale?

«Siamo due realtà distinte, bisogna avere la capacità di riconoscerlo e se si affina questa sensibilità la vita diventa più avventurosa e interessante. Nel libro ci sono anche animali esotici visti nei miei viaggi come il diavolo della Tasmania, i canguri, le scimmie africane però principalmente ci sono animali a noi vicini».  

“Alcune persone non riconoscono la bellezza degli insetti”. Come si può fare a coglierla?

«Vincere la paura, perché hanno una pericolosità che il nostro cervello primitivo riconosce e ci rende ancestralmente distanti. Superata questa distanza, si può cogliere negli insetti qualcosa di alieno e affascinante. Da bambino ero appassionato di coleotteri, sembrano piccoli carri armati, mi hanno fatto capire tanto della natura che avevo attorno».   

Scrive: “L’uomo mangia tutto, anche il canguro”. La sua posizione sul mangiare gli animali?

«Ho cercato tante volte di diventare vegetariano, magari un giorno ce la farò».  

Gli animali entrano spesso nelle sue canzoni. Cani, gatti, il gorilla bianco…

«Sono sempre entrati quasi a mia insaputa, non c’è ragionamento. Il mio immaginario è costellato di viventi non umani».  

Stando tanto in giro riesce ad averne?

«Un cane no, ma ho avuto un rapporto molto forte con un pappagallo, Pepito, protagonista di un mio libro».

Sarà un’estate di concerti?

«In realtà con i Tre Allegri stiamo preparando per il 2024 una grande festa lunga un anno. Sarò il 19 maggio a Torino con gli Extraliscio e il 28 al Mi Ami con l’Istituto Italiano della Cumbia». 

Elisa Russo, Il Piccolo e Messaggero Veneto 10 Maggio 2023 

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