Un nome d’arte scelto una decina d’anni fa, Edgar Meis, che mescola le sue passioni letterarie di quel momento (Edgar Lee Masters, Edgar Allan Poe, l’Adriano Meis di Pirandello) per Martin Dequal, polistrumentista e cantautore triestino. Co-fondatore e membro della 1000 Streets’ Orchestra, studia il violino e poi la tromba al conservatorio, al liceo scopre una passione per la chitarra, che sperimenta nelle prime band e lo accompagna nella composizione delle sue canzoni. Un progetto solista fino a un certo punto, visto che coinvolge diversi altri musicisti. In questi giorni pubblica il nuovo singolo e videoclip “La A la M” per la Epops di Moreno Buttinar, a cui ha collaborato l’altro fondatore della 1000Streets, Denis Zupin, a cui si aggiungono Riccardo Pitacco (basso elettrico, trombone), Alessandro Scolz (pianoforte e tastiere) e Gabriele de Leporini (chitarra), mentre Davide Linzi (fonico di Blanco, Negrita, Ultimo) si è occupato del mix e master. I riferimenti vanno dai cantautori classici (De André, Battisti, De Gregori, Gaber) fino a quelli più recenti (Cremonini, Brunori, Fulminacci, Giorgio Poi).

All’attivo un ep del 2017, un live registrato al Magazzino 26 e ora alcuni singoli che hanno una storia particolare: «Per realizzare il videoclip di “A bordo” (disponibile su YouTube) nel 2018 avevo lanciato una raccolta fondi e tra i premi c’era una canzone personalizzata. La prima, dedicata al donatore Riccardo Benetti è pubblicata solo su Instagram. La seconda “Mici amici” è stata una bella sfida: i miei amici storici hanno fatto una donazione collettiva e così ho scritto una canzone per loro, senza dimenticare nessuno. Per il videoclip ho ripescato frammenti di tutti i video amatoriali che testimoniano gli ultimi quindici anni assieme. Ci ho messo quasi quattro anni prima di finirla ed esserne soddisfatto». Terzo in ordine di tempo, arriva “La A la M” con un video girato a Scorcola: «Dedicata alla mia compagna – conclude Dequal –. Volevo che fosse una canzone romantica ma non scontata, leggera e solare ma che trasmettesse una profondità. Ho pensato di raccontare la nostra quotidianità attraverso gli occhi della nostra gatta, testimone della nostra vita assieme». 

Elisa Russo, Il Piccolo 30 Agosto 2023 

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