ELSA MARTIN VOCALIA 15.10.22

«Sarà la prima volta che mi esibisco a Vocalia – racconta Elsa Martin – ma ho un ricordo particolare che mi lega al festival: nel 2006 andai a vedere il concerto di Rosa Passos, le fecero sentire dei miei materiali e mi volle in apertura a un live che fece nelle Canarie».

La quindicesima edizione di Vocalia, quest’anno “una finestra che si apre sulle lingue del mondo”, parte oggi alle 15 al Teatro Verdi di Maniago con un’anteprima a ingresso libero: il progetto “Lyra” del pianista Stefano Battaglia con la voce di Elsa Martin, basato sulle poesie friulane di Pier Paolo Pasolini. «”Lyra” – racconta Martin – è un viaggio musicale che vuole celebrare la figura poliedrica e illuminata di Pasolini, la sua “unitas multiplex”, questa eccezionale caratteristica di molteplicità e unità che avvicina e include gli opposti (colto e popolare, sacro e profano, politico, etico e religioso nello stesso tempo) e che si è concretizzata nell’uso di linguaggi e tecniche espressive capaci di riunire, comprendere e comunicare contenuti assoluti attraverso percorsi così diversi e vari. Insieme a queste composizioni originali si potranno ascoltare qualche villotta friulana, canti polifonici su testi poetici popolari, emblema della tradizione del canto popolare friulano a cui Pasolini era molto affezionato». 

Elsa Martin, cresciuta a Tolmezzo, residente a Mereto di Tomba, 5 dischi all’attivo, diversi premi (Parodi, Bindi, D’Aponte, spesso finalista al Tenco), attualmente attiva con progetti come Vox Humana, Spiralia, AER, con la sua arte valorizza il friulano e i poeti di questa terra: «C’è sempre stata – prosegue – una passione per i suoni della mia lingua, è proprio un aspetto squisitamente musicale prima che di appartenenza e di identità rispetto a un territorio. Poter lavorare con il friulano è stimolante perché ha un valore metalinguistico, si può, attraverso questi suoni, evocare anche senza dire. Negli ultimi anni c’è stato il desiderio di far dialogare la musica con la poesia, che ha questa capacità evocativa oltre il significato delle parole e dunque la ricerca si concentra sul voler far danzare insieme queste due arti, come succede in “Lyra”, insieme a Stefano Battaglia, magnifico pianista improvvisatore». Sarà una sorta di lezione concerto pomeridiana per ritornare all’essenza che si traduce nel suono di una lingua, specchio che racconta le caratteristiche di un popolo. «Chi viene a contatto con questa regione – conclude la cantante – ne viene ammaliato perché è di confine, ha posizione e caratteristiche speciali, una luce e un’energia particolare che viene notata anche nella lingua letteraria. Grazie a Pasolini, per la prima volta il friulano si impose fuori dai confini regionali, è stato uno sperimentatore e ha contribuito a far conoscere questo popolo caratterizzato da riservatezza, pragmaticità, mestizia». 

Da qui Vocalia partirà verso le maree linguistiche che saranno cantate da Tosca il 27 ottobre per continuare con gli Extraliscio il 28 e Toquinho il 29. 

Elisa Russo, Il Messaggero Veneto 15 Ottobre 2022  

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