EMMA NOLDE A GRADISCA D’ISONZO 31.07.26

Fresca della Targa Tenco per la miglior canzone con “Quello che deve essere sarà” e dell’annunciato sold out per la data milanese di settembre che chiude il tour, la toscana Emma Nolde, una delle voci più autentiche del nuovo cantautorato, premiata da Billboard come “Performer of the Year 2025”, arriva in concerto, venerdì alle 22, all’Arena del Castello di Gradisca d’Isonzo per Onde Mediterranee, apre alle 21 Giulia Mei. «Sono stata in Carnia questo inverno – racconta Nolde – una settimana di residenza a Sutrio, è stato molto bello scrivere lì, con le montagne davanti. Quella terra ci è entrata un po’ nel cuore. Avevo suonato ai Laghi di Fusine, al No Borders Festival, è uno di quei posti in cui mi piacerebbe andare in vacanza, ci sono dei paesaggi mozzafiato, mi sento proprio nella pace dei sensi, e poi alla classica domanda “mare o montagna?”, io rispondo sempre la seconda». Nel concerto a Gradisca, Nolde sarà accompagnata dalla sua band di sempre, Marco Martinelli alla batteria, Andrea Beninati al violoncello e percussioni, Francesco Panconesi al sax e tastiere, e la new entry Federica Sutera al basso e synth. «Io suono la chitarra (questa volta lascio agli altri il resto) – prosegue – e tutti cantiamo, abbiamo tanti strumenti sul palco, è molto ricco». È denso anche il repertorio, che pesca dai tre album dell’artista nata a San Miniato nel 2000, a cui si aggiunge qualcosa di inedito: «Abbiamo deciso di suonare qualche canzone che non è ancora uscita, perché suonarle davanti a un pubblico ti permette tantissimo di capire, dalla reazione delle persone, se il messaggio passa o no, guardi le facce, cerchi di intravedere se si emozionano». Nel frattempo, anche i brani più vecchi prendono nuovi vestiti, diversi arrangiamenti: «Mi piace sempre trovare nuovi modi per suonarli. Per forza di cose cambia anche il significato, anche se non me ne rendo conto. Crescendo insieme alle canzoni, è come quando per dei genitori vedere crescere un figlio è meno traumatico rispetto alla zia che viene una volta ogni due natali e li vede cresciuti». Ci sarà in scaletta anche il brano vincitore del Tenco, un riconoscimento importante per tutto il team di lavoro di Nolde, che incide per l’etichetta Carosello Records. «Quando faccio musica non sono da sola, perché insieme a me ci sono le persone che sono sul palco, che suonano altri strumenti, con cui lavoro ogni giorno per fare uscire le canzoni. Un premio serve probabilmente per avere una spinta a fare ancora di più. Però, quando si dice squadra che vince non si cambia, io penso che sia anche squadra che perde non si cambia, sennò sarebbe troppo facile». L’ultimo album s’intitola “Nuovospaziotempo”, vanta ospiti come Niccolò Fabi, Brunori Sas, Nayt, Mecna, e si apre con un elenco di cose che riempiono il nostro tempo e spazio. «Nasce dal fatto di percepire che il modo in cui viviamo le giornate è veramente diverso rispetto a quello per cui l’uomo è nato, probabilmente in tempi tra l’altro non molto lontani da questi, le giornate dipendevano dal sole, ti alzavi quando sorgeva e andavi a letto quando scendeva. Il fatto di essere sempre attivi e concentrati, con il telefono costantemente acceso e pronto a rispondere d’urgenza a qualsiasi cosa, porta a non avere mai veramente uno stacco, potenzialmente lavorare tutto il giorno, anche quando non si lavora, a sentire degli amici soltanto al telefono e non vedendoli, quindi il modo in cui gestiamo lo spazio, il tempo secondo me è molto diverso rispetto a quello naturale per cui saremmo stati creati. La mia è un po’ anche una sofferenza rispetto a questo, perché poi alla fine sento che non è normale per me. E quindi si scrive sempre canzoni e dischi sulle cose che ci fanno stare meno bene». D’altronde viviamo in un’epoca in cui si è ossessionati dai numeri, dalle visualizzazioni, a questo proposito lei canta «C’è chi vuole salire, arrivare alle stelle/ E c’è chi, come noi, preferisce guardarle», osservando come sembri tutto una gara a chi arriva prima: «Sono circondata da persone che mi hanno educata ad altro. Mi sembra che gli artisti che poi raggiungono il successo, e ci sono casi eclatanti, spesso siano molto tristi, c’è chi non regge il colpo».

Elisa Russo, Il Piccolo e Messaggero Veneto 29 Luglio 2026 

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