EXTRALISCIO A VOCALIA IL 28.10.22

«Faremo divertire, ballare e cantare il pubblico, ma con un livello strumentale sempre alto. I nostri concerti sono imprevedibili ed è fantastico vedere come ogni volta alla fine le persone vengono a complimentarsi dicendo di aver vissuto l’impensabile»: garantisce Mirco Mariani (direttore dell’orchestra invisibile, voce, pianoforte, chitarra elettrica) che con i suoi Extraliscio sarà sul palco del Teatro Verdi di Maniago per Vocalia venerdì alle 21. “Romantic robot con (in)visibile orchestra” vede accanto a Mariani: Moreno il Biondo (sax, clarino, voce), Enrico Milli (mellotron, synth, tromba, fisarmonica), Christian Ravaglioli (mellotron, synth, corno inglese, clarone), Massi Amadori (chitarra elettrica), Giuseppe Zaghini (basso) e Paolo Rubboli (batteria).

Mariani, che rapporto ha con il Friuli-Venezia Giulia e come è nata la collaborazione con il pordenonese Davide Toffolo?

«È una terra magnifica, ci ho suonato molte volte ed è sempre un piacere tornarci. La nostra prima collaborazione è stata sul palco del Festival di Sanremo 2021, ci ha presentato ufficialmente Elisabetta Sgarbi e ci siamo subito trovati. È ormai un fratello, abbiamo preparato insieme uno spettacolo teatrale, “Extralishow”, speriamo di portarlo anche da voi nel 2023».

La sanremese “Bianca Luce Nera” oggi ha superato il milione di view su YouTube… Cos’è cambiato per voi?

«Non avrei mai pensato di andare sul palco di Sanremo, tanto meno con il nostro liscio contaminato. Un’esperienza bellissima, molto importante per tutti i grandi musicisti che rappresentano quel genere e che lavorano tutte le sere 365 giorni all’anno, e anche molto stimolante per me, perché mi ha permesso di dedicarmi completamente alla mia musica. Al nostro fianco c’è sempre stata Elisabetta Sgarbi».

Che ruolo ha?

«Elisabetta è fondamentale per me, c’è un’intesa eccezionale tra noi, è una vera storia d’amore artistico. Immaginiamo insieme nuovi mondi e grazie a lei riusciamo a costruirli. Sono dei miracoli che accadono».

Esce ora il singolo e video “La gazza chiacchierona”.

«Toffolo ha il superpotere di disegnare, che lo porta a disegnare solo la bellezza, come antidoto a questo mondo che fatica a diventare nuovo. Disegni che dilatano il tempo e lo contraggono, proprio come la canzone che ha scritto per questo nostro ultimo disco».

Il nuovo “Romantic Robot” l’ha definito “un album capovolto”, cosa intende?

«È un album da ascoltare a testa in giù, dove la mia orchestra punk da balera assume la veste classica, con suoni acustici ed elettronici, come se il disco fosse registrato in un salone dell’Ottocento con la corrente elettrica, tra celeste, clavicembali, pianoforti preparati, minipiano, armonium, organi a canne, glockenspiel, sintetizzatori primitivi come l’ondioline e synth analogici e modulari. L’orchestra è atipica, arrangiata dal grande Roberto Molinelli, e il suono dei violini, viole, violoncelli, contrabbassi, trombe, tromboni è digitale. È come se l’orchestra fosse diretta da un robot».

Qual è il ruolo di innovazione e tradizione per voi?

«Siamo partiti dal liscio che è un genere musicale festoso e lo abbiamo contaminato con una sorta di pazzia controllata, lo abbiamo chiamato punk da balera. Volevamo riportare il liscio ai giovani, ma poi la nostra musica ha preso una direzione tutta sua, imprevedibile. Non so dire se sia un incontro o uno scontro, sicuramente è un progetto fuori moda ma quando saliamo sul palco scatta una molla che fa rizzare il pubblico e ci riempie di entusiasmo».

Elisa Russo, Il Messaggero Veneto 27 Ottobre 2022  

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