FILIPPO IERACI “TRUST THE PROCESS”

“Trust the Process”, un invito ad avere il coraggio di intraprendere il proprio percorso personale, è il titolo del nuovo album del chitarrista e compositore Filippo Ieraci, registrato da Stefano Amerio e pubblicato da Artesuono, disponibile in cd e sulle piattaforme digitali. Lo presenta dal vivo venerdì 16 febbraio alle 18, alla Libreria Tarantola in Via Vittorio Veneto a Udine. Filippo Ieraci, classe ’93, origini genovesi ma udinese d’adozione, ha vissuto prima a Trieste e sono musicisti anche i suoi fratelli Pietro e Giacomo, si è diplomato al triennio al Tomadini, dove ha studiato con Glauco Venier, e al biennio tra i conservatori di Udine e Maastricht, alle spalle esperienze importanti nel jazz e dintorni (anche membro della North East Ska Jazz Orchestra).

«Il titolo nasce dal fatto – racconta Ieraci – che più volte durante il processo di scrittura mi facevo un sacco di domande. Certo è normale mettersi a confronto con altri della propria cerchia, ma mi sono poi detto “trust the process” cioè fidarmi di quello che sentivo nel mio corpo e nella mia testa, senza pensarci troppo, mettendo fuori i brani che onestamente sentivo miei e che mi sembrava funzionassero meglio. Così è stato. Un monito a me stesso e spero anche per gli altri: fidarsi di sé stessi, ognuno ha la sua strada». Il suo invito è di non cercare riparo e conforto nell’ideale di vita che osserviamo attorno a noi e sfuggire alle inevitabili spinte a paragonarsi col mondo che ci circonda. In questi dieci brani raccolti, Ieraci è accompagnato da Simone Serafini al contrabbasso e Jacopo Zanette alla batteria che saranno con lui anche alla Tarantola. «La mia proposta – aggiunge –, dal punto di vista musicale, si basa sulla ricerca di un punto di incontro tra la musicajazz che mi ha preso per mano e insegnato tutto quello che so a proposito di composizione, arrangiamento e improvvisazione e la musica rock-pop che sento essere quella che risuona in modo più ancestrale dentro di me. Per questo motivo i brani sono stati scritti e arrangiati cercando un connubio tra riff di chitarra elettrica e beat molto quadrati della batteria e momenti di improvvisazione libera, armonia più raffinata e interplay».    

Elisa Russo, Il Messaggero Veneto 13 Febbraio 2024 

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