«Ho realizzato finalmente il desiderio che coltivavo da tempo di suonare con l’orchestra sinfonica ed è stato un enorme successo, ne sono infinitamente grata. È piaciuta la veste diversa, forse il pubblico è rimasto spiazzato dall’impatto visivo dell’orchestra schierata tutta sul palco con me, o ha incuriosito il risentire canzoni abbastanza conosciute rivisitate con questa nuova formula e devo dire che vengono molto bene»: Fiorella Mannoia con il suo tour “Fiorella Sinfonica – Live con Orchestra in Teatro” fa tappa al Politeama Rossetti di Trieste giovedì 8 maggio alle 21, unica data per il Friuli Venezia Giulia. Ancora disponibili, su TicketOne e alla cassa del teatro, i biglietti per il concerto organizzato da Zenit srl, in collaborazione con Regione, PromoTurismoFVG e Il Rossetti. Accompagnata dall’Orchestra Sinfonica Saverio Mercadante di Altamura diretta dal Maestro Rocco De Bernardis, la cantante romana ripercorre i classici del suo repertorio declinati con nuove sfumature, ma non mancano brani più recenti come “Disobbedire”, il singolo che dà il titolo al nuovo album uscito a novembre. Un disco che celebra i 70 anni dell’artista con nove canzoni che fondono amore e consapevolezza, speranza e denuncia, e in cui la musica si fa portavoce di impegno culturale e sociale.
Mannoia, c’è un filo che lega i brani di “Disobbedire”?
«Un invito a riflettere sulla propria indipendenza, in un mondo che spesso induce a conformarsi, e le canzoni, che sono il riflesso del nostro tempo, nascono dalla realtà che ci circonda. Sono sempre attenta ai testi, da quelli non posso prescindere perché se non ho qualcosa in cui credo, che mi smuove e mi emoziona nel profondo, non riesco a cantare».
Si è sempre affidata a grandi autori come De Gregori, Fossati, Battiato, Ron, Cocciante, Ruggeri. Nel nuovo album, oltre a firme quali Cheope (figlio di Mogol) e il triestino Simone Zampieri, c’è anche qualche brano scritto da lei stessa.
«Sono prima di tutto un’interprete e rivendico sempre con orgoglio il mio ruolo. Come i traduttori ci prendiamo grandi responsabilità: tenere fede all’idea dell’autore, tradendola il meno possibile. Ma ho provato anche a scrivere qualcosa io, quando mi sono sentita di farlo. Ci avevo tentato diverse volte ma inizialmente, forse per eccesso di umiltà, non mi sentivo all’altezza di quello che ho cantato nel corso della mia carriera, considerando la grande fortuna che ho avuto di cantare canzoni di grandi cantautori».
Chi sono i disobbedienti?
«Io lo sono sempre stata, fa parte del mio essere e non riesco a mandare giù o a tacere di fronte alle ingiustizie. E credo che sia necessario esserlo: sono stati i disobbedienti che hanno portato avanti le conquiste dell’umanità in tutti i campi, dobbiamo a loro la nostra evoluzione. Penso che abbiamo il dovere di obbedire solo alla nostra coscienza: quando le cose che ci circondano non ci piacciono, non le riteniamo giuste e le sentiamo come un’opposizione, allora dobbiamo disobbedire».
La scaletta live in qualche modo riflette i tempi in cui viviamo?
«Noi artisti risentiamo delle cose che accadono nel mondo. In questo momento storico, per esempio, mi sembra si stia giocando con la parola “guerra” o “armi” con una facilità che mette davvero paura. E questo influenza anche la scelta dei brani, sappiamo che non abbiamo mai cambiato il mondo con le canzoni, ma l’arte, la musica il cinema e la letteratura sono sempre stati capaci di far riflettere su un determinato argomento, sviluppare un senso critico, stimolare il pensiero. Io che ho la possibilità di spaziare nei repertori non solo miei ma anche di tanti artisti e amici, riporto sul palco canzoni come “Se io fossi un angelo” che ancora oggi è attualissima».
Continua il suo impegno a favore delle donne?
«Come Fondazione Una, Nessuna, Centomila ci siamo prefissati l’obiettivo non solo di raccogliere fondi, attraverso concerti come quelli di Campovolo e dell’Arena di Verona che vorremmo diventassero annuali, ma anche di poter portare avanti progetti concreti per parlare con i giovani. E fortunatamente nel nostro laboratorio artistico ci sono tanti uomini che hanno aderito e abbracciano le nostre cause, è una cosa bellissima».
Elisa Russo, Il Piccolo 4 Maggio 2025

