Sabato, alle 20.45, al Teatro Comunale di Monfalcone (Gorizia), un finale di serata folgorante per Absolute Poetry: sul palco Lydia Lunch. È stata definita «una delle più influenti e geniali performer del mondo», icona della trasgressione e della rabbia femminile. La musica, i libri, lo spoken word, le performance, i film, i video, le fotografie, le poesie, le canzoni e un’infinità di altre espressioni creative sono gli strumenti naturali con cui questa artista dà voce al dolore, all’annichilimento, alla violenza, alla brutalità della sottomissione e alla disperazione della vita quotidiana. La Lunch comincia la sua carriera a soli 16 anni con la band “no-wave” Teenage Jesus and the Jerks, che nel ‘78 ha il suo grande debutto nell’LP «No New York», la raccolta prodotta da Brian Eno tuttora considerata uno dei lavori più coraggiosi del panorama musicale degli anni Settanta. Collabora negli anni successivi con Nick Cave e The Birthday Party e con Thurston Moore, solo per citarne alcuni. Nel ’98, alcuni dei suoi più bei ritratti sono entrati a far parte del Museo dell’Arte Erotica di Parigi. Con la direzione di Richard Kern è stata protagonista di una scioccante interpretazione del piacere e della violenza sessuale nei film «The Right Side of My Brain» e «Fingered». Come scrittrice è stata definita «capostipite di una nuova generazione di Genet, Miller e de Sade».

È considerata l’artista underground Americana più temeraria, una pioniera, la regina della provocazione… Ha raggiunto lo status di vera e propria icona. Come si sente in questo ruolo?
«Da artista e persona creativa, mi limito a fare quello che faccio. Come poi vengo percepita dagli altri è davvero oltre la mia comprensione. Se gli individui – e soprattutto le giovani donne – mi considerano un’icona, spero vivamente che sia perché sono caparbiamente indipendente, disinteressata all’opinione popolare (visto che la verità non sarà mai popolare, ed è la verità quello di cui mi occupo). Sono alla ricerca incessante di nuovi mezzi con i quali esprimere la mia passione estrema».

Di recente è stato proiettato a Trieste il documentario di Angelique Bosio “Llik your idols”, in cui lei compare. Cosa ne pensa del documentario, e più in generale del “Cinema della Trasgressione”?

«È fantastico avere un contesto culturale per queste feroci rappresentazioni di persone che esprimono le proprie ossessioni più profonde, questo era in definitiva il “Cinema della Trasgressione”: l’esposizione del “ventre molle” del sesso e dell’ossessione».

È molto popolare in Italia, ma non sempre il pubblico capisce l’inglese. Il linguaggio può essere un ostacolo?

«Questa volta porto con me sul palco una seconda voce che eseguirà alcune parti del testo in italiano. Naturalmente penso che sia importante che la gente capisca quello che dico, ma penso anche che la mia passione e le mie emozioni siano in grado di oltrepassare qualunque barriera».

Nel corso della sua carriera ha collaborato con molti artisti e musicisti, con chi altri le piacerebbe lavorare in futuro?

«Lavoro sempre con chi si adatta allo specifico progetto di cui mi sto occupando. Mi piacerebbe registrare ancora qualcosa con Omar Rodriguez-Lopez dei Mars Volta: abbiamo realizzato un ep qualche mese fa».

Che rapporto ha con internet?

«Il downloading della musica in rete è un fatto inevitabile. E mi sta bene. Infondo non ho mai fatto soldi con i miei dischi. Non ho il tempo per gestire un sito o un MySpace, sebbene abbia delle pagine on line a puro scopo informativo. Il problema con la tecnologia è che ti mangia una quantità ridicola ed enorme di tempo. Inoltre crea dipendenza e non c’è una reale interazione umana, cosa che invece reputo estremamente importante».

Che tipo di spettacolo porta a Monfalcone, un concerto vero e proprio, uno spoken word o entrambi?

«Un concerto costruito attorno a un testo e a dei visual che ho creato io stessa, James Johnston e Ian White dei Gallon Drunk suonano la chitarra e la batteria sopra ai paesaggi psycho ambient da me ideati. Molto intenso».
Scrittura, musica, cinema, fotografia… cosa c’è nel suo prossimo futuro?

«Tutto questo e di più! Ho appena realizzato un libro di mie fotografie, intitolato “The Gun is Loaded” ed uscito per ora in Inghilterra».

Quali progetti della musica attuale apprezza?
«A Place to Bury Strangers, Mars Volta, Evangelista».

Quali sono le sue ossessioni in questo momento?

«Quelle di sempre. Ovvero: il sesso, la guerra e l’ingiustizia».

 

 

Elisa Russo, Il Piccolo 05 Giugno 2008

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