INTERVISTA AD ANA DELLE CSS

 

Ciao Ana, dove sei adesso?

«Sono a Londra».

Ma vivete ancora in Brasile o vi siete trasferite a Londra?

«Viviamo a Londra, ci rende le cose più semplici, per il lavoro. Ma abbiamo ancora i parenti in Brasile e andiamo spesso a trovarli».

Siete in tour?

«Sì, in queste settimane siamo in giro».

Dove avete avuto la migliore accoglienza del pubblico?

«Siamo fortunate, i nostri concerti sono piuttosto energici, e di solito la gente risponde bene. In Inghilterra, per esempio, il pubblico è davvero pazzo e abbiamo degli ottimi riscontri. Poi nei paesi latini: Italia, Messico… Sì siamo proprio fortunate in generale, penso comunque che mi piace suonare soprattutto in Inghilterra, Francia, Brasile, Messico, Italia… questi posti qua!».

Ti piace la vita in tour?

«Davvero, non mi posso lamentare. Possiamo viaggiare in giro per il mondo, conoscere gente e luoghi. Ma devo dire che a volte, tutta la faccenda del viaggiare, essere sul tour bus, dormire male può diventare davvero pesante, stancante. Magari adesso abbiamo solo bisogno di una lunga vacanza, che ci prenderemo l’anno prossimo. Allo stesso tempo, quando non siamo in tour, la cosa ci manca».

Ti piace più suonare ai grandi festival, o nei piccoli club?

«È molto diverso. Ai festival c’è un’atmosfera gioiosa, tanta folla. Nei piccoli club la gente viene per vedere te, perché ha comprato il tuo cd e ascolta con più attenzione. Sono due esperienze diverse, e grandi entrambe. Certamente suonando ai festival ti fai conoscere, aumenti il tuo pubblico. Dipende da tanti fattori, da come stiamo in quei giorni, anche dal tempo!».

Quali sono le differenze tra il cd e il live, come ricreate i suoni sul palco?

«Il secondo album rispecchia un po’quello che siamo dal vivo. Quando abbiamo realizzato il primo album, non avevamo mai suonato in giro, e non avevamo ancora l’idea di farlo. Invece, realizzando il secondo album, pensavamo: dovremo portarlo un sacco in giro dal vivo. Quindi abbiamo pensato di includere canzoni che fosse divertente poi suonare dal vivo».

Il nome della band è preso dall’affermazione di Beyoncé (Cansei de Ser Sexy=Stanca di essere sexy). Avete avuto delle reazioni da parte sua, o è troppo stanca per reagire?

« (risate) Più che altro è troppo famosa per reagire, per sapere anche solo che esistiamo! A me lei piace un sacco. È grande».

La vostra musica è solare, piena di gioia e divertimento, mette di buon umore. Il lato solare è evidente. C’è anche un lato oscuro, nascosto o siete divertimento al 100%?

«Naturalmente c’è! Abbiamo passato un sacco di guai in vita nostra. Anche con la musica, l’impatto con i live, con il noioso music business… Però, abbiamo registrato l’album pensando a quando l’avremmo suonato dal vivo, quindi desideravamo creare uno spettacolo che desse gioia, divertimento. Qualcosa di pop e “jump around”, saltate, divertitevi! Non potevamo includerci canzoni malinconiche».

La Sub Pop è un’etichetta leggendaria, cosa significa per te? Sei contenta di aver inciso per loro?

«Per noi è un onore. Siamo cresciute ascoltando le band della Sub Pop. Quando ci hanno contattato è stata una stupenda sorpresa. Loro poi sono molto rispettosi. Noi ci siamo chiuse in studio in Brasile a registrare, e per mesi loro non hanno mai chiesto di sentire quello che stavamo combinando: ci hanno dato carta bianca. Non dovevamo dimostrar loro nulla, c’era fiducia reciproca. Siamo diventati ottimi amici. È un grande onore per noi far parte della Sub Pop». 

Qualcuno di voi si occupa di grafica e di moda. È vero che le prime t-shirts dell CSS erano fatte a mano?

«Le primissime t-shirts che abbiamo portato nel primo tour in America erano fatte a mano in Brasile. Per noi risultava più economico e potevamo farle davvero su misura. Naturalmente adesso non le facciamo più artigianalmente, ma ne curiamo ancora la grafica».

È importante per voi tutto l’aspetto che ha a che fare con l’immagine, la grafica, le foto…

«Penso sia molto importante, sì. Avere una band non significa solo suonare. Significa anche preoccuparsi di come deve uscire un video, di come deve essere una maglietta. ed è molto divertente curare questi aspetti. A volte siamo troppo impegnate per farlo. Ma cerchiamo di starci dietro il più possibile. Anche quando c’è da realizzare un videoclip e scegliere un regista per dirigerlo, ci documentiamo, guardiamo i lavori fatti dagli altri, siamo attente, cerchiamo di lavorare con qualcuno in linea con ciò che siamo».

Avete curato anche la copertina del cd?

«Se ne occupa Lovefoxxx, assieme a Luiza e una sua amica che curano la grafica».

Siete sempre state molto presenti in internet. La band è nata con Fotolog. Il MySpace è stato molto importante.

«A me piace. Gli unici che si lamentano per il downloading della musica sono i Metallica. E sono milionari! Penso siano proprio ipocriti. La rete ti dà la possibilità di sentire un sacco di musica in giro per il mondo. Penso che molta gente ci abbia scoperto grazie a internet. Ha sovvertito il potere di distribuzione delle grandi corporation».

Tu fai anche video?

«Io ho sempre la telecamera dietro. A tutte noi nella band piace realizzare filmati e fare foto».

Lovefoxxx ha detto che avete imparato l’inglese guardando la tv, e che il tuo inglese è quello di South Park, specie quando sei ubriaca!

« (risate) No, non ho imparato da South Park! Però è vero che abbiamo imparato dalla tv. Non lo so se il mio accento è quello di South Park…»

Bhè io ho imparato da S.P.!

«Davvero? È il modo migliore comunque».

Con chi ti piacerebbe lavorare in futuro?

«È difficile, ci piacerebbe collaborare con tanti artisti. La mia collaborazione dei sogni sarebbe con Cher, impossibile perché non ho niente a che spartire con lei! Sarebbe bizzarro»

I Death From Above (citati in una canzone del vostro primo album) li avete conosciuti?

«Sì, erano a un nostro concerto a Toronto. Sono proprio simpatici, delle belle persone».

È cambiata la tua vita, ti consideri una “indie rock star”?

«No, direi di no! Non mi vedo così. Magari adesso pago le bollette, ma non riesco a concepire che la gente mi veda in maniera differente. Faccio una vita normale».

Ma lo sei, la gente ti ama! Noi ti amiamo!

«Grazie!»

Ci sono già progetti per il prossimo disco?

«Dobbiamo prenderci una pausa, perché finora non abbiamo ancora staccato. Penso che cominceremo a lavorarci il prossimo anno».

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