INTERVISTA AI 6 PENCE – QUEEN TRIBUTE IN CONCERTO AL CASTELLO DI SAN GIUSTO SABATO 28 LUGLIO 2018

I 6 Pence Queen Tribute, dopo il successo nei teatri e il sold out di febbraio al Bobbio con “Live at Wembley” che celebrava lo storico concerto del 1986 a Londra, ritornano dal vivo nella loro città con il nuovo “The show must go on”, omaggio al repertorio dei Queen a 360 gradi. In scena sabato alle 21, nel Cortile delle Milizie del Castello di San Giusto per la rassegna “Hot in the City”, due ore di spettacolo con proiezioni, immagini e spezzoni video per rendere ancora più dinamico lo show. La scaletta, oltre ai classici della band britannica, include alcuni brani che Freddie Mercury non ha mai potuto portare live (“The show must go on”, “The miracle”, “Breakthru”, “The hitman”), e qualche chicca per i fan più accaniti (“Stone cold crazy” e “Dragon attack”). L’ingresso della serata, marchiata da Good Vibrations e Trieste is Rock all’interno del cartellone di Trieste Estate, è di 5 euro. I 6 Pence nascono nel 2010 da un’idea del batterista Alessandro Colombo e il chitarrista Salvatore Spatafora, la formazione oggi si completa con Walter Bosello (Soundrise, Oniric) alla voce, Francesco Colucci al basso, Daniele Girardelli (già Sinheresy) alle tastiere, Eleonora Lana (Les Babettes) e Elena Vinci ai cori. «Rispetto al tour nei teatri, – raccontano i due fondatori – il repertorio di sabato spazia un po’ di più, ci sono dei medley: senza fare per intero certe canzoni, abbiamo voluto rispolverare anche quelli che sono i Queen poco ascoltati ma che hanno tantissimo valore musicale e vocale, con qualche estratto anni ’70 – ’80. I primi Queen erano quasi prog, ci sarà una piccola parentesi in cui faremo brani più ricercati (ma non troppo), abbiamo tentato di mantenere un suono piacevole, non di nicchia. Avendo già suonato nei teatri cittadini abbiamo deciso di proporre una scaletta diversa per dar modo al nostro seguito triestino di ascoltare qualcosa di nuovo».

Quali altre novità in questo “The show must go on”?

«Ci saranno degli ospiti: Paolo Bembi, professore di chitarra, diplomato in chitarra classica che si era già esibito con noi al Miela, oltre alla acustica suonerà anche l’elettrica in un paio di pezzi, quindi ci saranno delle belle chitarrone. E poi ci sarà con noi, per tre canzoni, il coro The NuVoices Project, formato da 13 elementi capitanati da Rudy Fantin, evoluzione dell’Fvg Gospel Choir».

In circolazione ci sono già tante tribute alla band britannica, i vostri tratti distintivi?

«Abbiamo cercato di metterci le nostre personalità. Evitiamo parrucche e travestimenti, ci piace mantenere qualcosa di nostro: siamo noi che suoniamo e che rendiamo omaggio a un gruppo che amiamo. Abbiamo un modo di suonare molto sanguigno, la gente è emotivamente coinvolta. Ci distingue anche la presenza delle coriste, inusuale per chi propone il repertorio dei Queen, ci danno una grande mano a livello di sound e poi è bello avere una presenza femminile, è una marcia in più. E abbiamo un bravo cantante».

Se davanti vi trovaste il compianto Freddie Mercury cosa gli chiedereste?

«Se viene a fare un pezzo con noi – dice Colombo –. E poi una domanda che mi ha perseguitato per anni: cosa avrebbero fatto i Queen se lui fosse ancora vivo?». «Ma forse il mito si è creato proprio per l’interruzione improvvisa – aggiunge Spatafora – Mercury aveva un carisma difficilmente sostituibile».

Prossimi impegni?

«Venerdì siamo in concerto a Vidulis, il 3 agosto a Mantova, il 4 a Bibione, il 25 a Umago. Dopo la stagione estiva all’aperto, riprenderemo il tour nei teatri con lo spettacolo “Live at Wembley”. Le idee sono parecchie, i Queen hanno fatto tanti concerti e gli spunti sono numerosi».

Il progetto è cresciuto molto. Aspettative?

«Ci mettiamo tanto impegno dentro. Tempo. Energia. Anche se viviamo molto il momento, senza pensare al futuro».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 26 Luglio 2018

6 pence

 

 

LE TRIBUTE BAND A TRIESTE

Croce e delizia dei musicisti (più che del pubblico, che risponde numeroso) le band che ripropongono il repertorio di artisti famosi anziché brani propri è ovunque fruttuosa. Anche Trieste ha dato luce a tanti talenti in questo campo: oltre ai 6 Pence, tra i più accreditati in circolazione Canto Libero (Battisti e Mogol), Pinkover (Pink Floyd), Acqua e Sale (Mina e Celentano), The Enema Bandits (Frank Zappa), Back To Amy (Winehouse), Back To Japan (Deep Purple)…

 

 

 

 

 

LA RASSEGNA

La terza edizione di “Hot in The City”, (domani Eugenio Finardi e Paola Rossato a San Giusto) continua la prossima settimana con due concerti blues in Piazza Verdi: lunedì il sardo Francesco Piu e si recupera anche il set dei triestini 40 Fingers Guitar Quartet (Brenci, Grafitti, Vittori, Steffè) e martedì Mike Sponza. Ad agosto: il 3 Emma Morton&The Graces a Muggia e a San Giusto il 18 Canto Libero e il 23 Frank Get.

 

BREVE STORIA DEI QUEEN

Londra 1970: dall’incontro tra il cantante e pianista Freddie Mercury con il chitarrista Brian May e il batterista Roger Taylor nascono i Queen, si aggiunge il bassista John Decon. 300 milioni di dischi venduti, canzoni senza tempo come “Bohemian Rhapsody”, “We Will Rock You”, “I Want it All”, un frontman carismatico e indimenticabile come Mercury, che muore nel 1991. I Queen sono tuttora in pista, alla voce c’è Adam Lambert.

 

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