INTERVISTA ALESSANDRO BARONCIANI

Doppio appuntamento a Trieste, con l’illustratore e musicista Alessandro Baronciani.

Sabato, alle 17.30, sarà alla Libreria Minerva di Via San Nicolò 20 per presentare il suo nuovo libro «Quando Tutto Diventò Blu» (Black Velvet Ed.).
Alle 22 sarà in concerto al Tetris di Via della Rotonda 3, con la sua band: gli Altro. La serata prevede anche un live set di Nessuno e i dj set di Ben Zur e Miss Nina Vegas. Questi eventi sono organizzati da La Jazera web radio (con la collaborazione del Gruppo Tetris, l’associazione La Linea e la Libreria Minerva).

 

Alessandro, cosa succederà alla Minerva?

«Presenterò il mio nuovo libro: «Quando Tutto Diventò Blu» edito dalla casa editrice bolognese Black Velvet. È la storia, o forse meglio l’avventura, di una ragazza che soffre di attacchi di panico. Anche se in questo libro non c’è proprio una vera avventura, almeno non come di solito ci immaginiamo l’avventura. Mi piaceva questo fatto che una persona potesse essere bloccata da sé stessa nella propria vita. Era un elemento che non avevo mai considerato prima. La storia mi era venuta in mente un po’ di tempo fa leggendo un libro intervista a Cassano, un noto psichiatra italiano che spiegava tutte le malattie da depressione e ansia. Ho cominciato poi a parlare in giro del fatto di voler disegnare una storia di questo genere è ho scoperto un mondo: tra amici o conoscenti c’erano tantissime persone che hanno sofferto o che conoscono persone che hanno sofferto di attacchi di panico. Quindi ho cominciato a raccogliere i loro racconti e testimonianze fino ad avere una storia nuova. Alla libreria Minerva, solo per il giorno della presentazione, saranno esposte le tavole originali del libro».

E che cosa succederà la sera al Tetris?

«Al Tetris suoneranno gli Altro!».

Come si conciliano le tue diverse attività e quale ti assorbe di più?

«Non si conciliano! Fare fumetti non è una professione, anche se mi piacerebbe molto fare il fumettista come mestiere. Principalmente l’attività che mi assorbe di più è quella di illustratore o di art director nelle agenzie pubblicitarie. Mentre suonare negli Altro non è per niente un’attività. È come una cometa, forse».

Cosa conosci di Trieste, e più in generale del Friuli Venezia Giulia?

«Amo Trieste, ci sono tante ragioni e cose che mi piacciono di questa città che non saprei come elencarle. In Friuli conosco tante persone, i fratelli Pilia di Tesis, i Tre Allegri Ragazzi Morti di Pordenone, ma anche Sara Not illustratrice triestina. La Tempesta è la casetta discografica dei TARM, che ha stampato il disco degli Altro, con Enrico Molteni e Davide Toffolo ci conosciamo da quando è arrivata l’e-mail».

Hai iniziato disegnando e spedendo storie a fumetti tramite posta alle persone che si abbonavano. Che bilancio fai di questo esperimento?

«Dato che fare fumetti in Italia è difficile che diventi una professione, a meno che tu non voglia andare a disegnare i cavalli, invece di bussare a tutti gli editori del paese sono diventato editore di me stesso autoproducendo le mie storie, cercando, questo è forse l’aspetto più importante, i miei lettori. Quindi prima attraverso il passaparola e poi anche a piccole recensioni su riviste, sono riuscito a contattare tantissime persone in giro per l’Italia. A loro non volevo far leggere un mio fumetto ma tanti nel tempo: per questo ho creato l’esperimento dell’abbonamento, così attraverso le lettere che ricevevo e il tempo di produrre le mie storie sono cresciuto grazie alla gente che mi scriveva».

È vero che gli abbonati stessi ti ispiravano nel proseguimento delle storie? Quanto c’è di fantasia e quanto c’è della realtà che ti circonda nelle storie che racconti e nella tua musica?

«Una volta scoperto che le lettere che ricevevo dagli abbonati, di per sé, erano già dei piccoli soggetti ho pensato di fare entrare le loro storie nella mia storia. Anche soltanto attraverso un libro o un disco che avevano ascoltato, un concerto o un nome di ragazza. Volevo che tutti facessero parte della storia. Di fantasia c’è stato poco, più che altro è stato difficile e divertente allo stesso tempo mettere insieme più cose, più persone che vivevano anche in posti diversi. Nella musica invece c’è poco delle mie storie. Diciamo che quello che scrivo nei testi non si capisce molto bene e gli altri due cercano di dargli una forma più corretta e comprensibile».

Gli Altro hanno partecipato anche al tributo ai Diaframma, «Il Dono». Una compilation che racchiude alcuni dei migliori artisti italiani in circolazione. Tu che ne pensi?

«Una delle cose più belle della partecipazione al tributo dei Diaframma era conoscere Federico Fiumani. Una persona che ti ha rivoluzionato l’adolescenza. I dischi, come i concerti, si fanno per questa ragione: cenare insieme e conoscere le persone che hanno fatto cose che ti piacciono».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 21 Novembre 2008

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