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Intervista Narciso Yepess, live il 14.11.19 al Round Midnight

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elisarusso

«Ciò che sono lo devo principalmente alla musica che è stata negli ultimi nove anni la mia compagna e consigliera, ogni canzone di “Lei piano” è una piccola sfumatura di quello che ho scoperto in questo viaggio», il triestino Nicolò Krmac si definisce un cantautore indie e firma il suo debutto discografico come Narciso Yepess: «Il nome – spiega – si porta dietro due anime: Narciso rappresenta la parte più classica e introspettiva, Yepess quella più giocosa e leggera». Tra gli ascolti cita Battiato, Afterhours, Radiohead, Calcutta, Verdena, Battisti, John Frusciante, Arcade Fire, Nirvana; presenterà “Lei piano” dal vivo giovedì alle 21 al Round Midnight e il 23 novembre sarà in una serata organizzata da Zufzone al Posto delle Fragole. «Un live minimale – anticipa – voce e chitarra elettrica. In scaletta anche nove pezzi inediti, di cui vado fiero, che comporranno il prossimo disco».

Gli esordi?

«Nonostante un’attrazione per la musica fin da bambino (a 5 anni quando passavo davanti a Rossoni mi mettevo a piangere chiedendo a mio papà di comprarmi uno strumento e a 13 una breve esperienza in un gruppo), solo nel 2010 ho comprato la prima chitarra acustica e ho cominciato a scrivere canzoni».

Il progetto Narciso Yepess?

«Nasce al ritorno di un viaggio in Brasile, che non mi ha influenzato tanto a livello musicale quanto per l’incontro con persone estremamente libere rispetto agli standard a cui ero abituato, ragazzi perlopiù argentini che viaggiavano da 5 anni in Sud America senza una meta precisa, ho passato un paio di mesi con loro a Itacaré in Bahia, tra surf e qualche lavoretto, rendendomi conto di quanto la vita possa essere semplice».

Di Trieste cosa c’è nel disco?

«Una punta di malinconia di fondo e l’aspetto più analitico: per me il triestino è più razionale che emotivo (o almeno lo è più di un brasiliano). E poi una certa ricercatezza artigiana negli arrangiamenti che può ricordare lo stile liberty di certi palazzi».

Chi ci ha lavorato?

«Il disco, uscito per la Mold Records, è stato registrato con Alessandro Giorgiutti (AbbaZabba) che mi ha dato anche una mano con gli arrangiamenti, le batterie sono di Moreno Buttinar, Marina La Placa ai cori di un brano. I video sono girati da Pietro Bettini con Arti Merdov e Eugen Bonta. La foto di copertina è di Filippo Sponza, l’artwork di Bettini. Quasi tutti triestini, per creare una rete fra creativi di questa città».

La scena cittadina?

«Adoro Toni Bruna che rende sacri e psichedelici squarci di quotidianità che tutti noi triestini abbiamo vissuto. Mi piace il misto di delicatezza e di forza di Fiore, i Bolero Extasy musicalmente e tecnicamente sono dei draghi, The Leading Guy ha una potenza espressiva notevolissima e fa delle canzoni molto belle; Biondo Dio/ Zero Totale sono come un incidente frontale fra Piero Ciampi, De André e i CCCP».

Nel video di “Mystery” si vedono diverse location cittadine: centro, periferia, Barcola…

«È il pezzo più pop, racconta la storia di un outsider che fa difficoltà a relazionarsi con gli altri e a trovare un posto nella società. È appena uscito anche il video di “Lei Piano”, brano più sperimentale e psichedelico e abbiamo già idee per altri due clip».

 

Elisa Russo, Il Piccolo 12 Novembre 2019

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