JETHRO TULL AL POLITEAMA ROSSETTI 03.03.26

Hanno scritto pagine indelebili nella storia del rock con album visionari e rivoluzionari, vincitori di Grammy, che sono diventati pietre miliari influenzando intere generazioni in tutto il mondo: gli inglesi Jethro Tull, paladini del progressive, tornano al Politeama Rossetti di Trieste con il “Curiosity Tour” martedì 3 marzo alle 21, unica data del Nord Est, organizzata da VignaPR e FVG Music Live (con la produzione italiana di Virus Concerti). Era il 16 febbraio 1968 quando fu pubblicato il singolo “Sunshine Day”, segnando l’inizio delle uscite ufficiali della storica band capitanata dal flautista, polistrumentista e frontman Ian Anderson, che con l’Italia ha un rapporto speciale: «Come sempre – racconta – adoro tornare in Italia. Al di là dei concerti, apprezzo la cultura e la storia, io e mia moglie nei mesi scorsi abbiamo visitato, per piacere, Venezia, Roma, Firenze e Lecce. Sono già stato a Trieste, a suonare al Rossetti e l’ultima volta, dato che il mio hobby è la fotografia, mi sono preso del tempo sia la sera prima del concerto che la mattina dopo, per scattare parecchie foto in giro per la città». 

Torna al Rossetti con un album uscito da poco, “Curious Ruminant”. Come si colloca nella vostra discografia?

«Lo vedo come una tappa di un lungo cammino. A livello tematico, molto più personale dei precedenti, ma a livello musicale sempre il risultato dell’interazione di una band. Il titolo descrive il mio stato d’animo: ho sempre avuto un’innata curiosità che mi porta a “ruminare” su scienza, storia, spiritualità».

La scaletta sarà incentrata sul nuovo lavoro?

«In realtà abbiamo un repertorio così vasto, dovendo pescare da oltre trenta dischi, per cui suoniamo solo due estratti da “Curious Ruminant”, inclusa la title track. Dobbiamo offrire una selezione rappresentativa di 58 anni di canzoni registrate, restituendo al pubblico il quadro generale della musica dei Jethro, attraversando differenti stili, epoche, soggetti e dinamiche. Una scelta ardua!».

I brani del passato prendono nuovi significati con il tempo?

«Non mi sento poi così diverso da quando ho cominciato a scrivere canzoni. Se ci sono differenze, sono sfumature. Le vecchie canzoni sono sempre parte della mia vita e rimangono un faro». 

Chi la accompagna stavolta?

«Il bassista David Goodier, il chitarrista Jack Clark, il tastierista John O’Hara, il batterista Scott Hammond, eccetto Jack gli altri sono membri dei Tull da 15-20 anni». 

Scrivere canzoni è una faccenda d’ispirazione o di artigianato?

«Inizia sempre con l’ispirazione, il cesello serve per portare le idee iniziali ad essere fruibili. È una costante rielaborazione, ma senza perdersi in eccessive elucubrazioni, lasciando che anche la stravaganza trovi il suo spazio». 

Il vostro pubblico copre diverse generazioni. Ha un target quando compone?

«Quando scrivo musica non penso agli ascoltatori. Lo faccio per me stesso, se poi qualcuno ci si ritroverà è grandioso. Ma non sono uno chef che cucina su ordinazione, cucino per me. Non ho l’obiettivo di mettere d’accordo tutti, certo non voglio neanche essere divisivo. Mi piace credere che le mie parole siano uno stimolo per il pensiero, che possano aprire nuove prospettive sulla vita. Ma se qualcuno preferisce ignorare i testi e muovere i piedi a tempo, per me va bene». 

Che ne pensa dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in musica?

«Può essere molto utile per i musicisti: per quelli che non hanno talento e vogliono imbrogliare! Io nella vita uso l’IR (Intelligenza Reale). L’IA non può di certo governare il pianeta, anche se in effetti potrebbe sostituire un paio di politici e leader mondiali che ho in mente». 

Cosa la aspetta nei prossimi mesi?

«Spero di scrivere e registrare verso fine anno, al momento i concerti hanno la priorità. Alla mia età, cerco anche di godermi piccole gioie della vita di cui mi sono privato in anni di tour fitti: esplorare antiche città e monumenti, luoghi di culto, musei. E ristoranti, giapponesi e italiani i miei favoriti».  

Elisa Russo, Il Piccolo 21 Febbraio 2026 

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