LES NEGRESSES VERTES AL TEATRO MIELA 11.10.24

«Ricominciamo la stagione di Miela Music Live – fanno sapere gli organizzatori – con un gruppo che amiamo molto, tra i primi a promuovere l’incontro delle diverse culture del Mediterraneo. Il ritorno de Les Négresses Vertes è anche l’occasione per festeggiare una bella novità: un impianto audio tutto nuovo, grazie a un finanziamento ad hoc della Regione, che ci permette di affrontare la programmazione al massimo della qualità sonora». Appuntamento venerdì alle 21.30 con il gruppo nato a Parigi nell’87, principe insieme ai Mano Negra di quel periodo tra ‘80 e ’90 in cui rock, punk, folk, musica gitana, nordafricana e world si sono fusi in un esplosivo mix meticcio definito “patchanka”. La tragica scomparsa del cantante Helno nel 1993, a soli 29 anni, segna un inevitabile punto di svolta nella loro storia, ma nonostante il triste avvenimento l’ensemble continua fino al 2001. Dopo tanti anni di stop i Négresses Vertes sono tornati in pista nel 2018 per celebrare con un tour il trentennale e non si sono più fermati. «Ricordo bene – dice il cantante e chitarrista Stéfane Mellino – il nostro concerto, tutto esaurito, al Miela a febbraio 2020, una gran bella serata. Avevamo suonato integralmente il disco d’esordio “Mlah”».

Questa volta cosa proponete?

«Torniamo con alle spalle una tournée di trecento date e un repertorio arricchito con canzoni quali “Famille nombreuse” e “Trabendo”. O ancora: “Face à la mer”, “Sous le soleil de bodega”, “Hasta llegar”. Sarà la terza volta al Miela, visto che avevo suonato anche nel 2013 con il progetto Mellino. Amo molto la vostra città portuale, dal ricco passato cosmopolita».

Avete un legame stretto con il pubblico italiano?

«L’Italia è una seconda patria per noi, già dal 1989 quando firmammo per la Dischi Ricordi. Come la Francia, è ricca di storia, cultura, paesaggi, gastronomia, vini, che noi apprezziamo. Dopo trent’anni, ancora ritroviamo il calore delle persone. La nostra pagina facebook si chiama “Zobi club” in omaggio al nome del primo fan club italiano».

Dopo la reunion, da cosa è nata la scelta di continuare?

«Nel 2018 siamo partiti con una quarantina di date dopo diciott’anni di stand by: non potevamo prevedere come sarebbe andata. Visto che le cose hanno superato le nostre aspettative, siamo qui per restare». 

Il segreto della vostra longevità?

«Le nostre canzoni e l’energia che le anima. Le nuove generazioni non sanno chi siano Les Négresses, eppure se sentono “Voila l’été” la conoscono. Quello che mi sorprende poi, è che ogni sera suoniamo come fosse la prima volta». 

Come vi descrivereste?

«Siamo un gruppo indipendente di rock acustico che ha saputo legare la chanson réaliste alle musiche mediterranee. Queste diverse fonti d’ispirazione hanno dato al gruppo la sua singolarità e uno spirito di libertà indefettibile che ci permettono ancora di evolvere». 

Quanto è cambiato il mercato della musica?

«Dal nostro debutto a fine ’80, molto. Oggi sono importanti i social, le case discografiche non hanno più il monopolio nella scoperta di nuovi artisti, l’offerta musicale è immensa e si può consumare sullo schermo di uno smartphone o in una chiavetta usb. Ma per noi niente può sostituire un bel concerto davanti al pubblico». 

Elisa Russo, Il Piccolo 10 Ottobre 2024 

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