MAGICAL MYSTERY AL ROSSETTI 16.05.24

«I Beatles sono un antidoto alla banalità della musica contemporanea, hanno fatto la sintesi tra pop e avanguardia, rendendo il pop più interessante e l’avanguardia più accessibile»: parole di Carlo Massarini. Il giornalista, fotografo, storyteller, conduttore radio e tv (“Mister Fantasy” su Rai 1, “Absolute Beginners” su Virgin Radio) è attualmente impegnato in un tour di 25 date con “Magical Mystery Story” che fa tappa al Politeama Rossetti giovedì alle 21 (produzione di Good Vibrations). Una formula collaudata che ripercorre la storia dei Beatles con le avvincenti narrazioni di Massarini e la musica suonata dal vivo dai Beatbox, quotata tribute band. E sempre giovedì, alle 16, il giornalista nato a La Spezia e residente a Roma presenterà il suo nuovo libro “Vivo dal vivo 2010-2023” (Rizzoli) alla Libreria Lovat. Massarini in questi anni è stato ospite del Trieste Calling The Boss al Bobbio e con i Beatbox al Castello di San Giusto due anni fa, serata estiva minacciata dalla pioggia: «Questa volta sarà molto meglio – garantisce Massarini – e non solo per il tempo».

Era riuscito a visitare la città?

«Conosco pochissimo Trieste, a parte la bellissima Piazza Unità ne ho un ricordo vago… Ma non abbiamo mai il tempo di girare. Si arriva, si fanno le prove, si sta in teatro, si dorme poco in hotel. E anche da spettatore di concerti, difficilmente mi è capitato di salire a Nord Est da Roma».

“Magical Mystery Story” è in circolazione da qualche anno, quali sono le novità introdotte?

«Oltre a “Now and Then” (l’inedito dei Beatles diffuso nel 2023), abbiamo inserito un paio di segmenti nuovi, lo spettacolo è migliorato. C’è il momento di svolta dei Beatles “Rubber Soul Revolver”, quando lasciano il beat e sperimentano, con le contaminazioni della musica classica di “Eleonor Rigby”, col sitar di “Norwegian Wood”, una ricerca sonora raffinata che poi esplode in “Tomorrow Never Knows” pezzo psichedelico, ipnotico, sciamanico: lavorano tantissimo in studio e per me è il periodo più affascinante. La musica diventa più interessante, complessa, avanguardistica. Poi torneranno a fare una musica per certi versi più tradizionale, sebbene molto rifinita ed elegante – penso ad “Abbey Road”». 

Tra il pubblico ci sono giovani?

«Sono sempre molto contento di vedere ragazzi portati dai genitori o nonni. Danno un senso di prospettiva, perché la generazione Z, come dico sempre a mio figlio, è convinta che la musica sia nata con loro, scoprire che sessant’anni fa c’era altro gli è utile per capire come la musica si evolva».    

Al pomeriggio presenterà il suo nuovo libro. Di cosa si tratta?

«“Vivo dal vivo” è un po’ il seguito di “Dear Mister Fantasy”. Volevo fare qualcosa di più contemporaneo, mi piace sempre guardare avanti, ho un gusto eclettico quindi ci sono rap, jazz, folk, rock, blues, brasiliana, africana. Racchiude tredici anni di immagini di 120 concerti fotografati e raccontati da me con scrittura molto empatica, non enciclopedica, descrivo l’emozione e cerco di portare le persone a rivivere quello che ho vissuto io. Con dimensioni diverse, dai grandi spazi di Vasco, Zucchero, Rolling Stones ai piccoli teatri e locali. E abbiamo inserito i QR Code che rimandano a dei video».

Elisa Russo, Il Piccolo 16 Maggio 2024  

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