MOTÖRHEAD A VILLA MANIN, CODROIPO (UD)

Motörhead hanno inaugurato, lunedì sera, «Estate in Villa 2010», la rassegna che si tiene nella splendida cornice di Villa Manin, a Passariano di Codroipoin provincia di Udine.
Hanno aperto la serata i milanesi Bulldozer (thrash metal sparato a volumi allucinanti). Tre mila presenze a Villa Manin, moltissimi sono venuti dall’estero (si conta una delegazione di 250 fedeli soltanto dal fan club serbo) e un’ampia presenza di triestini (tra cui diversi musicisti, componenti di: Wet-Tones, Fuel From Hell, Killjoy…).
I Motörhead, storica band formatasi a Londra nel 1975, salgono sul palco poco prima delle 21.30 per un’ora e mezza circa di performance. Parola d’ordine: «Louder» (più rumoroso), d’altra parte vantano il primato di «band più rumorosa al mondo» secondo il libro dei Guinness! «Non vogliamo fare del male alle vostre orecchie. Noi vogliamo distruggerle», è uno dei loro celebri e poco rassicuranti slogan. Lemmy Kilmister (voce, basso e leader della band) è un monolite: col suo cappellaccio da cowboy canta, suona e incita il pubblico senza compiere il minimo movimento. Come se non avesse energie da sprecare, infondo nella sua autobiografia (uscita in Italia per Baldini Castoldi), ci fa presente che è nato nel 1945 e «negli ultimi trent’anni ha avuto più donne, droghe e alcol che non pasti caldi». E ancora: «Parlandone come di un normale caso clinico, Lemmy dovrebbe essere morto da tempo». Bisogna tener conto di questo per valutare un concerto che scorre via veloce come la musica suonata sul palco da Lemmy, accompagnato da Phil Campbell (chitarra) e Mikkey Dee (batteria).
La scaletta è incentrata sui cavalli di battaglia ed è inframmezzata da qualche assolo, che permette al frontman di ripigliare fiato. Tanti i classici, a partire dalla «Iron Fist» in apertura di concerto ma anche qualcosa di più recente, come «Rock Out» da Motörizer (diciannovesimo album in studio per la band britannica, uscito nel 2008).
Molti hanno attribuito ai Motörhead il ruolo di padrini dell’heavy metal, o del thrash metal. Ad onor del vero, come specificano loro stessi, si tratta più che altro di un rock’n’roll primordiale, suonato velocissimo, vicino al punk. Altri classici in scaletta, acclamatissimi dal pubblico: «Metropolis», «Cradle to the Grave» e, introdotta citando Shakespeare che «di tragedie ne sapeva», «In the name of Tragedy». In un tripudio di “cornalcielo”, Lemmy chiede se «a qualcuno dei presenti piacciono i politici», che «possono avere il potere ma non è detto che abbiano ragione» ad introdurre appunto «Just ‘Cos you got the Power». E poi ancora una tripletta micidiale: «Going to Brazil», «Killed by Death» e «Born to raise hell».
Arriva il momento dei bis e il pubblico chiama a gran voce «Ace of Spades», croce e delizia di Lemmy&co. Il pezzo, ovviamente, arriva ed è il più incisivo della loro carriera. Mr Kilmister, però vorrebbe essere ricordato anche per tutto quello che ha fatto dopo. «Da quando mi sono trasferito in America, abbiamo fatto i nostri dischi migliori di sempre» – dice Lemmy con rammarico ne «La sottile linea bianca» -; «Sono nettamente migliori di quelli che tutti ricordano. Tutti quelli a cui ho fatto ascoltare i nostri ultimi dischi sono rimasti stupefatti. Eppure, la maggior parte delle persone sembra essere stata colpita da improvvisa sordità, per quanto riguarda la nostra musica, attorno al 1979 o al 1980». Ancora spazio per «Overkill» e un saluto caloroso. E, come dice Lemmy: «Se pensate di essere troppo vecchi per il rock’n’roll, allora lo siete».
La stagione dei grandi concerti prosegue a Villa Manin con un ricco calendario: Mika il 7 Luglio, Giovanni Allevi (piano solo) il 9 Luglio, i Momix da venerdì 23 a sabato 24, Arturo Brachetti il 28 Luglio, gli Iron Maiden il 17 agosto e i Placebo il 3 settembre.

Elisa Russo, Il Piccolo 30 Luglio 2010

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