PAOLO MONTRONE Modern Times Ensemble

«Trieste musicalmente è stata un bel trampolino di lancio, nel circolo di quella che oggi è la Scuola di Musica 55. Resta per me una delle città più belle al mondo, geograficamente, culturalmente e anche a livello di spirito, anche se spesso il triestino – sbagliando – si auto denigra. La città ha una personalità e un senso dell’umorismo particolare: i triestini dovrebbero andarne fieri». Fierezza delle sue radici ne ha molta il chitarrista, arrangiatore, compositore, produttore Paolo Montrone, triestino che vive all’estero da quasi quarant’anni, attualmente a Zurigo e prima a New York, Parigi, Singapore, Amburgo. 

«Girando tanto – prosegue – ti rendi conto che Trieste è unica, difficile da replicare, anzi a volte è un problema: si vive troppo bene e ci si adagia, altre città spingono a far di più, per esempio ho vissuto vent’anni a New York, una metropoli complicata che però ti stimola costantemente».

Con il suo progetto Modern Times Ensemble sta raccogliendo grandi soddisfazioni, grazie a collaborazioni stellari che già avevano impreziosito l’album di debutto uscito due anni fa. Non sarà da meno il secondo disco in arrivo quest’estate, anticipato ora dal singolo “Self Portrait”, sempre per l’etichetta AlfaMusic di Roma, che vede l’autore originale del pezzo al vibrafono: si tratta di Mike Mainieri, artista newyorkese che ha affiancato Billie Holiday, Dizzy Gillespie, Paul McCartney per nominarne alcuni. «“Self Portrait” è un suo pezzo – racconta Montrone – uscito nel 1983, ricordo di aver comprato l’LP “Steps Ahead” che lo conteneva da Musical Box, storico negozio di dischi in Largo Barriera. Ormai considerato uno standard del jazz, è un brano strumentale di cui ho sempre sognato di farne una versione cantata. Finché sono riuscito a contattare Mainieri, gli ho mandato un demo e l’idea, con la voce della viennese Ursula Gerstbach, gli è piaciuta tantissimo. Ed è così che ha deciso di suonare anche lui e partecipare alla produzione. Oltre che essere un gigante del jazz, è una persona squisita, mi ha messo molto a mio agio, continueremo a collaborare». Del Modern Times Ensemble fanno parte anche Arcangelo Trabucco al pianoforte e tastiere, il bassista di origini brasiliane Itaiguara Brandão, il batterista e percussionista di Los Angeles Adam Alesi e lo stesso Montrone alla chitarra. Un’ulteriore chicca è l’aggiunta dell’eccellente sassofonista britannico Paul Booth (Steve Winwood, Clapton e Santana) con un assolo che eleva l’energia del brano nella seconda parte e nel finale. Il sapiente mix è a cura di Jimmy Bralower: «Tanto per farne capire la grandezza – riprende Montrone – c’è lui dietro alla batteria e le percussioni di “Like a Virgin” di Madonna che tutti ben conosciamo. Abbiamo collaborato al missaggio, un lavoro di squadra e occasione per me di imparare. Spero di mixare da lui a New York l’album. Nel frattempo, a Los Angeles abbiamo ripreso una cover di “Come Together” dei Beatles, in uno studio bellissimo dove hanno registrato anche i Guns N’ Roses». Il musicista triestino si è impegnato a donare i proventi della sua musica alla Mangrove Foundation che pianta alberi di mangrovie per compensare le emissioni di CO2. «Mi occupo professionalmente di sostenibilità – conclude – e il progetto ha impatto di emissioni zero. Quando mia mamma mi manda le foto dell’acqua alta a Trieste mi impressiona molto, l’ambiente sta cambiando e ognuno dovrebbe fare qualcosa. Noi cerchiamo di limitare le emissioni, anche con l’energia dei computer». 

Elisa Russo, Il Piccolo 24 Maggio 2024 

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