PFM NUOVO GIOVANNI DA UDINE 16.04.24 

«Siamo inarrestabili, felici di far ascoltare storie e musica, non c’è aggeggio elettronico che possa sostituire l’esperienza del live»: Franz Di Cioccio (voce e batteria), racconta il lungo tour “PFM canta De André Anniversary”, che arriva al Teatro Nuovo Giovanni da Udine martedì alle 21 dopo una lunga serie di sold out. «È un po’ di tempo che non passo a Udine – dice – sono curioso di tornarci, ma siamo sempre di corsa, difficile fermarsi». Quarantacinque anni dopo la tournée “Fabrizio De André e PFM in concerto”, la prog band italiana più famosa al mondo continua a celebrare il fortunato sodalizio con il cantautore genovese «il primo esempio – nelle parole di Faber stesso – di collaborazione tra due modi completamente diversi di concepire e eseguire le canzoni. Un’esperienza irripetibile perché PFM non era un’accolita di ottimi musicisti riuniti per l’occasione, ma un gruppo con una storia importante, che ha modificato il corso della musica italiana». 

«È un concerto che tutta l’Italia vuole rivedere ancora – commenta Patrick Djivas, bassista della PFM dal 1973 – non solo per chi già amava Fabrizio ma anche per i giovani che lo scoprono ora. Più andiamo avanti, più ci rendiamo conto quanto il suo lavoro fosse a fuoco in un modo incredibile. La perfezione dei testi, nulla era superfluo». Ospite sul palco del Teatrone, un altro membro fondatore della Premiata Forneria Marconi, il tastierista Flavio Premoli, e poi Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber e il leader dei Barock Project, Luca Zabbini. «Con De André – riprende Di Cioccio – c’è stata amicizia e scambio reciproco, niente è più bello di continuare a raccontarlo e ricordarlo. Quando aveva scoperto la musicalità della PFM ne era rimasto sorpreso, conquistato, anche perché le sue parti letterarie si adattavano perfettamente al nostro suono. Nel nostro rapporto artistico e umano, non esiste un inizio e una fine». 

«A tavola, ogni tanto – aggiunge Djivas – ci raccontava un suo testo, dalla prima riga lui ti spiegava perché aveva scritto quelle parole. Poteva parlare un’ora di una frase come “Questa di Marinella è la storia vera”. Era incredibile come tutto avesse un motivo, era pieno di riferimenti culturali, storici, aveva in testa un libro di 600 pagine e riusciva a tradurlo in poche parole in rima che arrivassero a tutti». Nella scaletta di Udine non mancheranno i classici, “Bocca di rosa”, “La guerra di Piero”, “Un giudice”, “La canzone di Marinella”, “Amico fragile” e brani da “La buona novella”, a cui la PFM aveva partecipato nel 1970 e che hanno riarrangiato in un cd nel 2010, per omaggiare quelli che sarebbero stati i suoi 70 anni. «Siamo fieri di quanto abbiamo fatto nel passato – riflette Di Cioccio – ma mai nostalgici. Le canzoni, quando nascono, sono frutto del momento, di ciò che ti ha ispirato, se sei libero e non ti sei caricato macigni di problemi addosso riesci a esprimere cose belle, e continuare a farlo. Ci piace ancora scoprire cose che non avevamo sondato». «Penso al futuro con gioia, lavoro per renderlo interessante. Nel presente, con la PFM – conclude Djivas – cerchiamo di fare il massimo, non prendiamo nulla con leggerezza. E del passato mi mancano magari delle persone». 

Elisa Russo, Il Messaggero Veneto 14 Aprile 2024 

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