Dopo una serie di sold out nelle capitali europee a maggio, i Planet Funk partono dal Parco delle Rose di Grado con il tour estivo, venerdì alle 21. Il concerto è organizzato da The Groove Factory con VignaPR e FVG Music Live in collaborazione con il Comune di Grado e PromoTurismoFVG nell’ambito della rassegna Grado Summer Surprises. Presentano il nuovo album di inediti “Blooom”, pubblicato lo scorso 16 gennaio su etichetta Wisemama. Alla fine degli anni ’90 la fusione tra i sarzanesi Kamasutra Marco Baroni e Alex Neri e i napoletani Souled Out (Alessandro Sommella, Domenico Canu e Sergio Della Monica) ha dato vita ai Planet Funk, affermatisi come una delle realtà più significative del panorama elettro-dance mondiale con milioni di ascolti, passaggi in radio, partecipazioni ai principali festival europei. «A me piace molto Grado – esordisce Alex Neri (dj, tastiere, sintetizzatori) – il mare, il centro storico, sono contento di suonare lì. Il Friuli è una terra che mi piace davvero, e sono un grande fan di Trieste».
Avevate suonato a Tolmezzo, Spilimbergo… A Grado cosa proponete?
«Abbiamo chiuso la tournée europea a maggio e ripartiamo con queste date estive. Non è un vero e proprio tour, siamo in giro con delle date non consecutive ma sparse, in vari festival, toccando diverse città. Partiamo dalla parte più a Nord d’Italia, poi a scendere. Lo spettacolo è esattamente quello che abbiamo portato all’estero. In formazione siamo noi quattro: io, Marco Baroni alle tastiere, Dan Black e Alex Uhlmann alle voci e chitarre».
Nel nuovo album c’è dentro la presenza di due dei fondatori, che sono venuti a mancare in questi anni: Della Monica nel 2018 e Canu nel 2025.
«“Blooom” è un album particolare, racchiude anni di scrittura, riflette anche disgrazie che ci sono successe, racchiude delle canzoni che addirittura erano state scritte con Gigi Canu e Sergio Della Monica. Chiude una pagina della nostra vita, per poi rifiorire. Dopo così tanti anni insieme, diventi davvero più che un fratello, alla fine sono più le ore che passi insieme ai tuoi amici della band che quelle che vivi con tua moglie, con i tuoi cari. Quindi, è stata una perdita incredibile, quella di Sergio soprattutto, che è stata la prima ma poi a seguire, forse ancora peggio, quella di Gigi che è stata velocissima. Ti fa pensare, riflettere sulla vita e cerchi di viverla appieno, giorno dopo giorno».
Ci sono quindi canzoni di periodi diversi?
«Abbiamo raggruppato cose nuove che abbiamo scritto negli ultimi mesi come puoi trovare canzoni anche di una decina d’anni fa, magari ritoccate. Ci tenevamo a chiudere un ciclo di vita importante, e comprendeva anche il nostro disagio, i nostri dolori, però la musica è la nostra vita. Ci sembrava giusto chiudere un periodo molto scuro e aprirne un altro».
La scaletta live comprende i classici “Chase the sun”, “Inside the people”, “Who said”?
«Tutto quello che è il nostro repertorio. Diverse canzoni del nuovo album, e poi è sempre un piacere suonare le hit. Ci sono i giovani ma c’è anche un pubblico che è cresciuto con noi, è una soddisfazione regalare emozioni. Nel tour europeo, quasi tutto sold out, ho potuto toccare con mano che alcune canzoni sono proprio eterne, a Londra è stato magico, anche a Berlino…».
All’estero il pubblico è diverso?
«Credo che ormai il pubblico sia un po’ omologato in tutto il mondo per via di questi telefonini, gli usi e costumi sono più o meno simili. Forse alcuni testi fanno più effetto in Inghilterra. Però tutto sommato mi sembra che il pubblico sia ormai lo stesso ovunque, anzi forse quello italiano (e spagnolo) è un pochino più caldo».
Dal vivo usate sempre dei visual ad accompagnare la musica?
«Per noi è fondamentale, non essendo un gruppo convenzionale comunichiamo molto attraverso le immagini. Come dedichiamo molta cura ai videoclip. Con il video di “Stop Me” avevamo vinto un premio a Berlino, sono stati premiati anche i registi per il coraggio, hanno subito minacce per essere andati a girare in un posto dove fanno spegnere le telecamere, il cimitero dei computer del mondo che però recupera parti e le rivende alla stessa Apple. Non è stato semplice, è uno dei posti più inquinati al mondo».
Elisa Russo, Il Piccolo16 Luglio 2026

