PREMIO FRANCO RUSSO AI FRATELLI MAIZAN

Va ai gemelli Maizan – Yannis (sax) e Gabriel (clarinetto, clarinetto basso) – il premio Franco Russo (nell’ambito di TriesteLovesJazz): venerdì alle 18.30 ritirano il riconoscimento e si esibiscono alla Casa della Musica di Via dei Capitelli 3. Il premio, indetto dalla moglie Silvia in ricordo del pianista jazz, compositore e direttore d’orchestra triestino, protagonista della scena musicale della città dal 1945 al 1969, anno in cui si trasferì a Roma (collaborando con la Rai ed artisti quali Ranieri, Vanoni, Carrà, Goggi…) ha lo scopo di sostenere giovani artisti scelti per il loro talento e dedizione, che si stanno distinguendo nel jazz regionale e nazionale. Dopo la morte di Silvia Fabian Russo, Stefano Giannotti (ex allievo del maestro Russo) porta avanti l’iniziativa. Nati 26 anni fa a Trieste da mamma francese, Yannis e Gabriel, formatisi al Conservatorio Tartini, sono oggi attivi in diversi progetti. «In casa si ascoltava tanta musica – raccontano i fratelli Maizan – un film che ha segnato la nostra infanzia è sicuramente “The Blues Brothers”, guardato decine di volte». Cominciano a suonare a tredici anni: «Abbiamo iniziato nella stessa scuola di musica. Clarinetto e sassofono sono strumenti intriganti per un bambino e poi per un adolescente, anche visivamente, perché hai tutti questi tasti, sembra quasi un orologio antico, con tutte le sue meccaniche, una forma particolare, il clarinetto in legno nero con i tasti di argento che risaltano molto». Gabriel spazia dalla Filarmonica del Verdi e altre orchestre di fiati, a progetti di musica da camera, brasiliana ed elettronica; Yannis aveva fondato il quartetto di musica improvvisata TOK!, da due anni suona con il noto batterista jazz sloveno Marko Lasič e formazioni reggae dub, come la Northern East Ska Jazz Orchestra e Thierry & The Backyard Embassy. Assieme, hanno militato per diversi anni nei Jazz Dealers mentre ora sono impegnati nel collettivo afrobeat Tega-Tega Afrobič e collaborano con l’orchestra del trombonista Giancarlo Schiaffini. «Abbiamo anche altre formazioni orientate al jazz più libero e per il premio Franco Russo saremo in quartetto con Giacomo Ieraci al basso e Pietro Ricci alla batteria, anche loro dei Tega-Tega e faremo dei pezzi nostri orientati verso il jazz d’avanguardia. Portiamo dei temi scritti, materiali decisi, però gli assoli sono molto liberi ed è un linguaggio che appartiene a entrambi». «Ci fa molto piacere questo riconoscimento – dicono in fine riguardo al premio vinto –, suoniamo parecchio e seminiamo anche a livello organizzativo (i concerti al circolo Arci Piano B, un piccolo festival jazz al Toti…) ed è come se tutto l’impegno in qualche modo venisse ripagato».

Elisa Russo, Il Piccolo 11 Settembre 2026  

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