Esistono regole così basilari per convivere con gli altri che quasi mi vergogno a ribadirle. Mi verrebbe da pensare che certe istruzioni uno le ha in dotazione nel dna. Se mi illudo, forse, è perché ho avuto la fortuna di avere a che fare con gente piuttosto civile, finora. Come se fossi vissuta in una riserva protetta, circondata da poche bestioline della mia specie.
Per esempio, il 99% delle persone che mi è capitato di intervistare negli ultimi… diciamo 5 anni, sono state squisite (nel senso che alla fine me le sono mangiate). Stessa cosa per tutte le persone passate in radio, in tv, conosciute al Tetris di Trieste. Facciamo: un cafone su 100. Un’ottima percentuale. Non lo dico per piaggeria, anzi quando posso parlare male di qualcuno sono sempre in prima linea eh! (Polemizzare su tutto è appassionante).
Ieri per esempio, avevo bisogno di un consiglio in campo editoriale. Ho chiesto aiuto a tre persone che stimo molto e che quasi non conosco direttamente: Stefano Gilardino (l’unico che ho incrociato di persona un paio di volte), Andrea Valentini, Gianfranco Franchi. Tutti e tre si occupano di musica e scrittura, tutti e tre hanno una rubrica mensile all’interno di In Orbita radio (ed è attraverso Ricky che li ho conosciuti). Bene, tutti e tre mi hanno risposto in tempo reale, sono stati gentilissimi, disponibili e mi hanno dato dei consigli utili. Il caro Gianfranco mi ha fatto addirittura chiamarlo a casa mentre era in cattura degli operai e di altre mille faccende.
Tra le persone squisite che mi è capitato di incontrare, l’ultimo in ordine di tempo è stato Luca Turilli dei Rhapsody Of Fire, venuto a trovarci a Radio Capodistria con la sua splendida fidanzata Nadia. In passato avevo già intervistato Luca per telefono, e mi ha sempre colpito molto. È una persona bella, pulita, dall’animo puro. Si vede subito. È uno che ha girato il mondo, venduto oltre il milione e mezzo di dischi, collaborato con personaggi del calibro dell’attore Christopher Lee e insomma… di su o di giù potrebbe anche tirarsela. E invece ride, scherza e ti racconta di quando andava a vendemmiare e raccogliere patate in Croazia, di quanto ami la Natura, si commuova per un tramonto. Devo dire che a In Orbita, passa sempre gente simpatica e interessante, poi ci pensano i Russos ad abbassare la media, per par condicio.
Tutte le band che ho conosciuto l’anno scorso grazie al programma tv, mi sono rimaste nel cuore: da The Niro a Samuel Katarro, Paolo Benvegnù, Beatrice Antolini, Sick Tamburo, Mojomatics, Miss XoX… non li cito tutti per non dilungarmi, ma davvero davvero tutti… E poi più di recente: Mariposa, Amari e Carnifull Trio. E alla radio: Matteino Dainese il Cane, Edda e la sua band. Insomma, mi sembra ci siano dei micromondi di civiltà ben rodati e ben funzionanti. Questo non vuol dire che di queste persone sono amicissima e andiamo ogni sera a cena assieme. Significa che ci sono delle persone brave, di cui ho stima, di cui seguo l’operato anche a distanza, con affetto. Sono contenta che ci siano e che se un giorno ho bisogno di un loro parere, probabilmente riceverò una loro risposta gentile e solerte. Ed io sarò pronta a fare lo stesso.
Ma aldilà del micromondo che c’è?
Ogni volta che metto il muso fuori, mi rendo conto che c’è un’altra musica.
Prima ho visto un tipo spingere una ragazza e buttarla quasi a terra perché aveva commesso il gravissimo reato di scendere dalla porta del bus dalla quale si deve invece salire (cosa che dà fastidio anche a me tra l’altro, ma non è che metterei le mani addosso ad una persona per una cosa così…). Bhè mi ha fatto schifo. Un uomo che spinge in quella maniera una donna… ma dove siamo?
Si può essere educati e rispettosi del prossimo con poche e semplici mosse. Con elasticità. Se vedi un tipo che viene nella tua direzione barcollante perché è ubriaco, puoi spostarti tu e lasciarlo passare, oppure puoi andare dritto, scontrarti, litigarci, rischiare anche che ti spacchi una bottiglia in testa. Ecco, cosa ti suggerisce il buon senso?

La maleducazione sta anche nella mancanza di distanze, di formule di cortesia, di codici appropriati alla situazione. Si può essere maleducati anche via mail.
A volte le formulette possono sembrare rigide, fredde, formali. Bene, meglio risultare così (un po’ con la scopa nel) piuttosto che mettersi a dare pacche sulla spalla e cinque alti a persone con cui stai intrattenendo rapporti di lavoro.
Ad una mail di lavoro ho ricevuto come risposta un
“Cheeeee?????”, anonimo (da una mail collettivamente utilizzata).
Ecco, così non si fa.
Un po’ di decoro.

È come rispondere al telefono con una pernacchia
o avvicinare uno sconosciuto per strada e sputargli in un occhio.
Se non ci riappropriamo dei piccoli gesti, siamo fottuti.
E da lì che parte l’infezione.
Ne sono certa.

Articoli consigliati