Oggi vi segnalo «Happy – L’incredibile avventura di Keith Richards», appena uscito per Meridiano Zero. Un bel libro di Massimo Del Papa (giornalista musicale per stampa, tv, radio, web. Tra le varie collaborazioni, è editorialista del Mucchio). Breve, scorrevole, ironico: un libro consigliato davvero.
Ecco la presentazione ufficiale:

Keith Richards
Ferino, belluino, con quei capelli arruffati a nido d’aquila, una pozzanghera d’inchiostro sulla faccia scavata, il labbro inferiore sporgente, perennemente incazzato. E le mani, dure, nodose, mani di uno che va per le spicce. Mani da killer. Di un brutto attraente, carismatico. Uno di quelli di cui si dice: se non fosse diventato quello che è, sarebbe finito male. Keith Richards è una delle rockstar più grandi di tutti i tempi, alla guida della rock band più importante di sempre, i Rolling Stones, un’icona planetaria.
Ma la sua vita ha sempre corso sul lato sbagliato della strada. Denunce, arresti, violenze, risse, autodistruzione, episodi macabri, retroscena inconfessabili: troppo anche per il pazzo circo del rock. D’un tratto quello stinco di diavolo era bandito da mezzo mondo. 
Keith Richards ha mantenuto per tutta la vita un’incredibile e in fondo ingenua integrità al di là del bene e del male. Anche in vecchiaia, quando la sua metamorfosi piratesca è apparsa inevitabile. Anche imbottito di Vicodin dopo un’operazione che gli ha raschiato il cervello in seguito a un incidente che solo a lui poteva capitare: spaccarsi la testa cadendo da una palma per cogliere una noce di cocco. Non chiedetevi perchè uno di sessantadue anni debba arrampicarsi su una palma.
In questo libro Massimo Del Papa racconta la storia completa di un fuorilegge salvato dalla musica, la prima di tutte le sue droghe, e la sua disperata voglia di vita, eternamente ribadita: “La vita è splendida, non ho mai voluto ammazzarmi, non sono così scemo“.

Scrive Del Papa sul successo degli Stones:
«I Rolling Stones, e questa è una delle caratteristiche che li hanno resi inimitabili, sono sempre stati “classici” ma mai didascalici, mai pedissequamente legati a una specifica radice. Di rock calligrafico americano, alla lunga, ci si può stancare, così come di pop britannico, ma non dell’inesplicabile connubio che ne hanno fatto gli Stones. Loro non seguono la musica, la determinano. Non seguono il rock, lo inventano e ne stabiliscono le coordinate esattamente come i Beatles per il pop, imponendosi da subito come pietra di paragone per tutti gli altri gruppi. Per questo non stancano, per questo sorprendono sempre».
Richards, ci racconta Del Papa, ha scritto Satisfaction nel sonno. Si è svegliato di botto, ha buttato giù il riff ed è tornato a dormire. Salvo riconoscere poi che avrebbe potuto fare di meglio! E addirittura afferma che solo di recente ha imparato a suonarla come Dio comanda.
«Satisfaction. È la più bella, la più riuscita, fra le canzoni degli Stones? No, altre ne verranno, più complete, più trascinanti. Ma Satisfaction è il manifesto programmatico, è l’essenza dei Rolling Stones, da subito e per sempre. Contiene già tutti gli ingredienti che renderanno unico questo gruppo di avventurieri: l’aggressività, la sciatta eleganza, l’isteria tipicamente inglese, la volgarità, la pulsazione, l’essenzialità, la ricchezza sonora, la ritmica assassina di Richards».
«L’unico modo che lui conosce per stare al mondo è resistere, crearsi nemici contro cui combattere, ma secondo un proprio codice, di musica e di vita. I Rolling Stones dettano il gioco, non lo subiscono».
Ancora una chicca che riguarda l’inettitudine della stampa italiana in occasione del concerto dei Rolling Stones a Roma nel 2007:
«I pezzi alla vigilia sono stati nient’altro che decrepite agenzie di repertorio ripescate per l’occasione, farcite di strafalcioni e banalità (…)
Così come di nulla si parlerà dopo il concerto, se non dell’elenco dei soliti noti in platea. Un cronista di Repubblica ha bruciato metà articolo per ricordare a tutti chi è Walter Veltroni, presente in tribuna, e perfino Emanuele Filiberto di Savoia. Se il Giornale trova in scaletta un brano mai suonato, Streets Of Love, se il Messaggero riprende un televideo, o s’inventa che “gli Stones infiammano la platea con l’iniziale Rock’s Up”, brano inesistente, crasi di due classici come Rocks Off e Start Me Up, vuol dire che davvero l’informazione, più o meno musicale, è ridotta peggio del vecchio Keith».

«Devi conoscere i tuoi limiti, che non sono quelli di nessun altro. Un sacco di gente è morta perché pensava di essere me. KR
«Ho avuto almeno tre medici che mi dicevano: “Se vai avanti così, sei morto entro sei mesi”. Sono andato a tutti i loro funerali». KR

Libro consigliatissimo!

©Massimo Del Papa/ Meridiano Zero

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