«Robox simbolicamente rappresenta una macchina dotata di istinto. Questa idea ci ha accompagnato fin dall’inizio con la scelta del nome e la costruzione del repertorio. La nostra musica è una miscela di riff vorticosi, ritmiche imponenti ben congegnate e cambi repentini di atmosfere. Vogliamo sfuggire alla monotonia delle tendenze generali del mercato musicale, suonando il nostro strumento nella maniera migliore possibile, in libertà». È uscito (digitale, cd e vinile) per l’etichetta Overdrive Records l’omonimo debutto discografico dei Robox, una delle incarnazioni del batterista triestino Franz Valente (fra i più quotati in Italia, con Buñuel, Snare Drum Exorcism, ex Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, Lume…). Il trio si completa con il chitarrista Carlo Veneziano e il bassista Cesco Cescato (sul palco in completo giacca e cravatta rosso fiammante e volto coperto da una maschera da saldatore color oro). Registrato in presa diretta all’Inside-Outside studio da Matt Bordin, il lavoro ha riscosso consensi fin dal primo singolo “Hard Pop”. «Un successo inizialmente inaspettato – ancora il batterista nato a Trieste nel 1981 –. Facciamo musica strumentale, una combinazione di punk furioso con una spiccata attitudine prog-rock. Esistono, nella strumentale, realtà anche molto conosciute, in Italia abbiamo i Calibro 35 o gli Zu. A differenza degli altri noi facciamo musica ultra veloce e ci vietiamo di fare assoli, arriviamo tutti all’unisono con una bordata importante di pressione sonora. Le nostre canzoni sono dei veri e propri Frankenstein, nove entità illustrate nella cover dell’album da Lucy Faery». Il primo impegno live dell’anno per Valente è il 13 gennaio al Teatro Del Parco di Mestre con il progetto solista Snare Drum Exorcism. «Durante la serata suoneranno anche Xabier Iriondo, con cui avrò una breve performance in duo, e R.Y.F. Il 2022 è stato intenso, colmo di viaggi, emozioni, luci e suoni. Con i Buñuel abbiamo pubblicato un nuovo album per la canadese Profound Lore, acclamato da critica e pubblico, suonato dal vivo in tutta Europa e in festival importanti». Alle spalle gli anni dello stop, che l’artista così racconta: «Durante la pandemia ho dovuto riformulare i miei piani. Un periodo surreale che mi ha dato molta ispirazione e in cui mi sono appassionato a tante cose nuove. Ho continuato a insegnare musica nelle scuole e con la didattica online. Ho passato il tempo ad ascoltare musica di tutti i tipi, a produrre e raccogliere tantissimo materiale da pubblicare. Ho letto e studiato molti libri e sono riuscito a diplomarmi in “Musica e Nuove Tecnologie” al conservatorio di Trieste. Nel frattempo, sono stato molto volentieri a casa con la mia compagna e mia figlia Maddalena, nata proprio negli anni della pandemia. Lei ha portato tanta nuova luce nella nostra vita». Da qualche anno Valente vive nel bellunese, a Feltre. «Viaggio per lavoro – conclude – e abitualmente faccio tappa a Trieste dove, su appuntamento, do lezioni di batteria. Ogni volta che ci torno mi sento nel mio habitat naturale, incontro amici e parenti, carico le mie energie facendo delle belle passeggiate sul lungomare o in bosco. Quando sono via la penso spesso». 

Elisa Russo, Il Piccolo 7 Gennaio 2023 

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