SCHNEIDER TM AL MIELA IL 16.12.23

Schneider TM è lo pseudonimo di Dirk Dresselhaus, musicista berlinese ex membro di varie band indie-rock tedesche, con una lunga carriera tra pop elettronico e musica sperimentale. Dualismo che porta sul palco del Teatro Miela sabato alle 21.30, implementato dalle proiezioni video. La serata Miela Music Live continuerà poi con gli “ambienti sonori” del dj triestino Jazza e l’interazione visuale di Faaab.   

Dirk, è già stato a Trieste?

«Sarà la prima volta. Ma sono legato all’Italia, uno dei miei paesi preferiti negli ultimi vent’anni, ho tanti amici e ricordi, ad esempio “Tutto Questo Sentire” a Capalbio in Toscana nel 2014, invitato da Olivia e Rebecca Salvadori assieme a tanti artisti come Sandro Mussida, Giorgio Sancristoforo, Edgardo Barlassina, Mark Fell, André Vida, Tomoko Nakasato. O nel 2022 al Lars Rock Fest di Chiusi dove ho suonato con il progetto Faust e abbiamo avuto il piacere di ascoltare The Winstons in apertura». 

Che spettacolo propone al Miela?

«Un mix di elettronica e chitarra con effetti, brani strumentali ma anche materiale con struttura di canzone, con paesaggi sonori improvvisati. Tirerò fuori anche qualcosa di più vecchio dal mio repertorio, e da “The 8 of Space” del 2021». 

Difficile definire il suo stile. Ci prova?

«Lo definirei una sorta di pop avanguardistico/sperimentale/elettronico e minimalismo astratto, con tendenze all’improvvisazione per creare un linguaggio musicale universale e futuristico. A farla semplice: è un modo di comunicare e in parte arriva dal subconscio». 

L’ultimo album “Ereignishorizont” come si colloca nella sua discografia?

«Fa parte di un lato compositivo astratto e istantaneo cominciato nel 2011 con album come “Construction Sounds” e “Guitar Sounds”. Ma questo sentiero non è separato da quello che ha la forma di canzone più tradizionale, perché le improvvisazioni sono sempre parte di un quadro generale della mia produzione».

Cosa significa il titolo?

«”Event Horizon” ovvero il bordo di un buco nero, quel confine varcato il quale tempo, spazio, materia non esistono più ma diventano un tutt’uno. Un pensiero astratto, oltre la capacità di immaginazione per noi umani. Può essere una metafora dei tempi che viviamo, se pensiamo ai cambiamenti climatici, l’intelligenza artificiale, l’economia disfunzionale e i sistemi sociali in auge. Una descrizione poetica della sensazione che abbiamo colmato la misura». 

Le sue sfide creative sono cambiate col tempo?

«Una rimane costante: quella di conciliare la mente logica e gli strumenti musicali al libero flusso di spirito e energia, per far uscire qualcosa di meno filtrato possibile. Con gli anni accetti lucidamente che non puoi ripetere te stesso, devi cambiare. La musica è come l’alimentazione: deve essere varia». 

Tempo di classifiche. Il meglio del 2023?

«I due lp ristampa di Bakırköy Akıl Hastanesinde by ZeN, il concerto a Berlino “Area Folds” dei Mouse On Mars, il video: “13 Schritte” di Omer Fast. E mi sta piacendo l’autobiografia di Thurston Moore dei Sonic Youth che sto leggendo». 

E il 2024 cosa porterà?

«Un album con Faust a maggio e concerti a seguire. Tante uscite per il mio trio rock noise Krautfuzz. E come Schneider TM nuova musica per la radio tedesca NDR».

Elisa Russo, Il Piccolo 16 Dicembre 2023 

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