SERGIO GIANGASPERO “FAVOLE E CANZONI”

Sono diverse le vesti indossate dal chitarrista triestino Sergio Giangaspero: alla chitarra in progetti altrui e propri, insegnante (dal 2002 alla Scuola di Musica 55) e anche busker nelle strade cittadine. Ma sono inediti i panni in cui si cala nel nuovo album: quelli del cantautore. “Favole e canzoni” è dunque il suo primo lavoro discografico in cui canta canzoni da lui scritte, oltre che suonare chitarre, pianoforte, tastiere: non a caso il primo brano s’intitola proprio “E adesso canto”. Lo accompagnano Flavio Davanzo alla tromba, Simone Serafini al contrabbasso e basso elettrico, Francesca Danese alla voce e cori, Andrej Pirjevec alla batteria, percussioni e produzione del disco (registrato all’Open Arts Studio di Sezana). «La maggior parte dei brani – racconta Giangaspero – l’avevo in testa fin da quando ero ragazzino, mi ritrovo ancora in quei pensieri, sono gli stessi che ho ancora oggi. Nel corso degli anni li ho rielaborati, soprattutto i testi, ho lavorato molto sulla forma, alcune musiche sono rimaste originali dell’epoca, altre le ho scritte di recente». Il risultato di questo album, pubblicato dalla casa discografica Anelli Records di Venezia che fa capo al sassofonista Marco Castelli, è un ibrido tra pop e folk «alcune musiche sono sicuramente di facile ascolto, altre presentano una scrittura più elaborata», in cui l’autore racconta storie (“favole”), a volte vere, altre solo verosimili, con alcuni richiami, in pezzi come “Bahia” e “Itinerari” a una sua grande passione, la musica brasiliana. Attinge all’autobiografia “1965 al di là del confine”: «Tocca argomenti molto sentiti dalle nostre parti, come l’esodo: entrambi i miei genitori sono esuli, mia mamma ci ha sempre parlato di quell’esperienza in maniera cronachistica, asettica, senza commento. Mi diceva solo che non amava tornare a Pola. 1965 è l’anno della mia nascita e il brano immagina lei che torna oltre confine ed esprime quelle sensazioni. C’è una parte recitata in croato da Andrej Pirjevec, perché mia mamma da bambina parlava croato con la famiglia materna e italiano con quella paterna». Tra le influenze, il cantautorato classico: «Ci sono richiami – conclude – anche inconsapevoli, a De André, Pino Daniele, Guccini, Vecchioni, Bennato, Dalla, con cui mi sono formato. E una citazione aperta a Paolo Conte con una frase da “Alle prese con una verde milonga”». 

Elisa Russo, Il Piccolo 20 Aprile 2025 

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