STEVE HACKETT A UDINE 26.06.22

«Sono contento di tornare in Italia, per me è un po’ la culla di certo progressive rock, con band come PFM e Banco. E poi ha avuto fantastici compositori come Puccini e Verdi. Un paese ricco di cultura antica, amo sempre suonare da voi. Del Friuli Venezia Giulia, in cui ho già suonato, ricordo serate al fresco sotto le stelle, davanti a un pubblico caloroso». Steve Hackett, leggendario chitarrista dei Genesis, fa tappa al castello di Udine martedì alle 21 con il “Genesis Revisited – Seconds Out + more Tour” (quella di UdinEstate/Udine Vola è l’unica data del Nord Est). “Seconds Out” è stato uno dei più grandi successi dei Genesis, tratto da registrazioni del tour del 1977, con Steve alla chitarra accanto a Mike Rutherford, Tony Banks e Phil Collins che prese il ruolo di vocalist al posto di Peter Gabriel. Lo spettacolo pesca dagli album in studio di Hackett durante il periodo dei Genesis e dalla sua successiva carriera solista. Il mostro sacro del progressive rock mondiale, chitarrista, cantante e compositore britannico a Udine sarà accompagnato da musicisti d’eccezione: alle tastiere Roger King (Gary Moore, The Mute Gods); alla batteria, percussioni e voce Craig Blundell (Steven Wilson); al sax, flauto e percussioni Rob Townsend (Bill Bruford); al basso e chitarra Jonas Reingold (The Flower Kings); alla voce Nad Sylvan (Agents of Mercy).

«A Udine – commenta Hackett – suoneremo per intero l’album dei Genesis “Seconds Out”, più qualche sorpresa solista. Spero che arrivi il brivido di ascoltare un repertorio amato, eseguito da una grande band, di cui vado davvero fiero». 

“Under a Mediterranean Sky” e “Adriatic Blue” sono i titoli che ha dato a un album e un brano. Da cosa sono originati?

«Ho sempre trovato una fonte di ispirazione nel Mediterraneo. L’album in questione riflette vari paesi dell’area. L’Italia è al centro e due tracce sono a lei dedicate, una che ho chiamato “Casa Del Fauno” è ispirata alla bellezza di Pompei e l’altra è un pezzo di Scarlatti. “Adriatic Blue” è appunto ispirata alla meravigliosa costa bagnata dall’Adriatico».

Nella musica quanto conta l’ispirazione e quanto il “mestiere”?

«Coinvolge certo la capacità tecnica di suonare, ma l’ispirazione viene sempre prima. È la scintilla che incendia ogni frammento di musica».

L’obiettivo delle sue canzoni?

«Adoro quando le persone si dicono ispirate dai miei pezzi. Mi sento un ambasciatore di pace e armonia e voglio celebrare il meglio di ogni cultura». 

Le capita di sentire la vostra influenza in chi è arrivato dopo?

«Qualcuno lo dichiara apertamente, come Van Halen. E poi sì, sento l’influenza di quello che abbiamo fatto con i Genesis in una gamma di giovani che va dell’heavy metal al progressive».

La situazione più strana vissuta dal palco?

«Una volta a un festival a Lorelei, con i Genesis, il palco prese fuoco, e a Cascais in Portogallo c’era una rivoluzione in corso e dal palco potevamo vedere gli scontri». 

Come ha affrontato la pandemia?

«Ho deciso di concentrarmi sulla registrazione di album, ne ho realizzati due, uno acustico e uno rock. Ho anche pubblicato la mia biografia “A Genesis In My Bed” e un dvd live. Ora sto pianificando il tour per “Foxtrot” e lavorando a un nuovo album. Così è stato un periodo produttivo, anche se ero triste per il fatto di non poter suonare dal vivo. Ho pensato anche fosse giusto fare qualcosa per gli altri, e ho attivato una raccolta fondi per i membri della crew. È stato doloroso pensare che tante persone hanno sofferto e altre sono morte».

Elisa Russo, Il Messaggero Veneto 22 Luglio 2022 

Il Piccolo 23 Luglio 2022

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