TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI «Pasolini – Diario di un incontro»

Emoziona la prima dello spettacolo «Pasolini – Diario di un incontro» al Teatro Miela.

Sul palco i Tre Allegri Ragazzi Morti, ma il vero protagonista è Pier Paolo Pasolini: poeta, scrittore, regista nel cuore di molti. Passione e ossessione di Davide Toffolo, che siede a un tavolo e disegna, mentre sullo schermo viene proiettato il suo lavoro. «Sono una contestazione vivente, una disperata vitalità» è la didascalia del primo disegno, il volto di Pasolini che poi si trasforma in teschio. Toffolo ripercorre le tappe della vita del poeta: dall’infanzia friulana all’espulsione dal PCI del ‘49: «Lo scandalo è nato non dal fatto che non tacevo la mia omofilia, ma dal fatto che non tacevo nulla». Fino ad arrivare al periodo romano: «Semo come li faraoni con l’oro al collo». Enrico Molteni e Luca Masseroni creano un sottofondo musicale, i brani sono inframmezzati da stralci della voce di Pasolini. Il pubblico segue affascinato il pennello che scrive: «I maestri sono fatti per essere mangiati e digeriti, per essere superati. Un atto di cannibalismo come vuole la tradizione cattolica». «La stampa ha fatto di me un controtipo morale, sono un mostro che deve essere quello che il pubblico vuole che io sia!». L’amore per il cinema del periodo romano: «Chaplin, Keaton, Welles, Renoir, Dreyer, Mizoguchi. Il cinema è il linguaggio della realtà» mentre in sottofondo suona «Piccolo Cinema Onirico».

Sipario comico con «La terra vista dalla luna», con Totò e Ninetto Davoli. Ci si commuove all’orazione funebre di Moravia: «Abbiamo perso prima di tutto un poeta e di poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono 3 o 4 soltanto in un secolo. Il poeta dovrebbe essere sacro». Con il rosso del sangue dipinto sul cadavere di Pasolini ci si avvia al tragico finale: «La mia indipendenza che è la mia forza implica la mia solitudine che è la mia debolezza»; «Non sono triste io mi definisco mozartiano».

Elisa Russo, Il Piccolo 05 Aprile 2008

Articoli consigliati